Feltri sgrida Fini: rema contro e sconcerta gli elettori

“Anziché dare una mano a chi si danna l’anima per vincere alle urne, rema contro. Se Berlusconi, poniamo, dice bianco, lui dieci minuti dopo dice rosso, così l’indomani ogni mezzo d’informazione rileva compiaciuto la diversità di vedute dei due leader, e si rafforza nel pubblico la convinzione che il Popolo della Libertà sia caotico, peggio, litigioso, e quindi inaffidabile”. Nel suo editoriale odierno, il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri punta la freccia contro il presidente della Camera, Gianfranco Fini, accusandolo di avventurarsi lungo sentieri troppo isolati.

“Non gli chiediamo – scrive ancora Feltri – di impegnarsi per portare consensi. Ma almeno taccia“. Se continua così – è  il ragionamento del direttore del Giornale  –  rischia di “sconcertare gli elettori e danneggiare il Pdl”. 

A tentare di sbugiardare l’analisi velenifera di Vittorio Feltri ci hanno pensato altri due organi d’informazione: Il Secolo d’Italia e Fbwebmagzine, periodico online della Fondazione Farefuturo.

“Negli ultimi mesi – sostiene il quotidiano di Roma – il Giornale ha polemizzato, anche aspramente, con Gianfranco Fini per la sua linea politica spesso in contrasto con quella maggioritaria del Pdl”. Attacchi che hanno un solo obiettivo, continua il Secolo d’Italia : trovare “il colpevole immaginario” nel caso in cui le elezioni regionali decretassero la sconfitta del Pdl.

“Ma perché – si chiede ancora il quotidiano che ha preso le difese del presidente della Camera – Libero e Il Giornale si affannano a indicare in Fini una sorta di cavallo di Troia nella coalizione di centrodestra? E’ chiaro che in questo modo si precostituisce una sorta di alibi in caso di risultati poco confortanti alle elezioni”.

Una tesi sostenuta anche dalla testata telematica della Fondazione Farefututo. “Et voilà – scrive Filippo Rossi, direttore della rivista – hanno scelto il capro espiatorio di una possibile sconfitta elettorale. Inutile girarci attorno: si chiama Gianfranco Fini. E questa volta Vittorio Feltri non c’entra nulla, anche se ha sparato in prima pagina il colpo preventivo”.

Sul piccato editoriale firmato da Feltri, il presidente della Camera, oggi presente a un incontro elettorale a Roma a sostegno della candidata Renata Polverini, si è limitato a dire: “Ho trovato molto efficace quello che ha scritto il Secolo d’Italia“. Come dire: apprezzo la difesa “a mezzo stampa”.

Maria Saporito