Film in televisione: “La leggenda del pianista sull’oceano”

Dal quel meraviglioso monologo teatrale di Alessandro Baricco, denominato “Novecento“, è stato tratto un film tanto bello quanto commovente, diretto da Giuseppe Tornatore. “La leggenda del pianista sull’oceano“, pellicola interpretata da Bill Nunn e Tim Roth, andrà in onda questa sera, alle ore 23:20, su Rete 4.

T.D. Lemmons detto Novecento (Tim Roth) viene trovato, in fasce, il 1° gennaio del 1900 sul transatlantico Virginian da Danny Boodman (Bill Nunn), un macchinista di colore che morirà pochi anni dopo. Cresciuto sulla nave senza mai scendere, Novecento impara a suonare il piano ed inizia ad esibirsi per i passeggeri. Molti anni dopo conosce Max Tooney, un trombettista con cui si instaurerà un lungo connubio musicale. I due allacciano una profonda amicizia…

La storia impressa su pellicola non ha a che fare con l’amore, con il resoconto di un’amicizia o con le vicende di un transatlantico. Vera protagonista del lungometraggio è la musica in ogni sua forma: il jazz, l’orecchio musicale, il talento, la competizione, l’unione di anime… Tutto ciò che circonda la nave, ciò che circonda l’oceano addirittura, è la poesia che si evince dalle sette note. La musica è in un piano infinito che pattina nella tempesta, in una ragazza angelicata e nel suo amore interclassista, nell’epicità di una sala macchine e nella meravigliosa colonna sonora di Ennio Morricone. Nella figura di un eroe nostalgico e attaccato all’unica, bellissima vita che conosce.

La storia di Novecento è una vicenda di Eros e Thanatos, triste per chi non comprende la sua romantica esistenza. Ma per i poeti, quelli che hanno per cuore un quadretto impressionista fatto di scale, colori e amore per la parola, il film ha un’unica conclusione possibile: la conclusione del film! La vita di Novecento gira intorno alla sua casa, alla sua famiglia, alla sua musica. La morte -per carità, solo apparente!- delle tre muse, non può che uccidere anche la sua leggenda. Ma Novecento, si chiede lo spettatore dopo i titoli di coda, è esistito davvero o era l’incarnazione di una passione profonda come l’oceano?

Valentina Carapella