Serie A, il Napoli passeggia sulle macerie della Juventus: 3-1 in rimonta

Il Napoli passeggia sulle macerie della Juventus con un gran secondo tempo, vince 3-1 in rimonta e la aggancia al sesto posto. Finisce esattamente come due stagioni fa (27 ottobre 2007) quando, dopo il guizzo iniziale di Del Piero, la rimonta azzurra si completò grazie a Gargano e alla doppietta di Domizzi su rigore. Questa sera il copione è lo stesso: Juve davanti grazie a Chiellini, poi Hamisk, Quagliarella e Lavezzi mettono al tappeto i ragazzi di Alberto Zaccheroni. Gli azzurri non vincevano da otto giornate, dal 2-0 a Livorno, e lo fanno nella serata più importante. Quagliarella non segnava dal sei gennaio e sceglie proprio il big match per rimettersi in pista. Come sempre accaduto nell’era De Laurentiis, da quando la Signora è tornata in serie A, lo stadio San Paolo resta un tabù per la Juventus che sprofonda e incassa il terzo ko consecutivo in dieci giorni. Il quarto posto del Palermo e la Champions League sono sempre più lontani. Il Napoli fa la partita per tutti e 90 i minuti ma nel primo tempo gli uomini di Zac hanno quantomeno il merito di sfruttare al meglio l’unica occasione capitatagli per poi chiudersi a riccio per difendere il risultato. I fantasmi di Siena e Londra aleggiano ancora nelle menti bianconere e bloccano le gambe dei giocatori, che giocano visibilmente contratti ed impauriti. I partenopei sfruttano la freschezza atletica e fanno forcing in tutte le zone del campo ma sono troppo frenetici e non riescono a scardinare la difesa avversaria. Poi nella ripresa, nonostante un rigore sbagliato da Hamsik, la metamorfosi: Napoli straripante e Juventus, come spesso accaduto negli ultimi tempi, irriconoscibile, impaurita e provinciale. Fin troppo provinciale. Ora si fa durissima per i bianconeri al quale il ritiro anticipato è servito a poco.  

Alberto Zaccheroni, a sorpresa, schiera i suoi con un inedito 4-4-2, modulo tanto caro ai bianconeri ma mai utilizzato dal tecnico dal suo arrivo a Torino. Panchina per Candreva e Diego, con Camoranesi e Marchisio sulle fasce e la coppia Melo-Poulsen nella zona nevralgica del campo. Mazzarri, invece, conferma il 3-4-2-1 che ha ben figurato tre giorni fa a San Siro contro il Milan. A regalare qualche brivido ci pensa l’impianto d’illuminazione che si spegne di colpo a pochi minuti dall’inizio della sfida, ma per fortuna si comincia  con soltanto cinque minuti di ritardo. Pronti via e Maggio regala il primo brivido a Manninger con un tiro cross che non va lontanissimo dal palo. Ma è la Juventus a passare in vantaggio, dopo nemmeno 7 minuti. Del Piero prolunga di testa una punizione di Camoranesi e Chiellini, lasciato colpevolmente solo al centro dell’area, inzucca comodamente alle spalle dell’incolpevole De Sanctis. Mentre Poulsen è costretto ad abbandonare il campo per un colpo subito proprio al perone fratturato due mesi prima, i padroni di casa non ci stanno e spingono sull’acceleratore. Al 18’ Quagliarella scalda i guantoni a Manninger dal limite dell’area, ma il tiro è centrale e il portiere si distende in tuffo. Due minuti dopo Lavezzi va vicino al gol con una bordata dalla distanza, ma il numero uno bianconero alza sopra la traversa con un bel colpo di reni. Si chiudono qui i primi 45 minuti e, nonostante il forcing del Napoli, la Juventus tira un sospiro di sollievo andando negli spogliatoi sempre in vantaggio. Nella ripresa i bianconeri cominciano malissimo: Zebina ingenuamente strattona Quagliarella e Rizzoli non ha dubbi. Calcio di rigore. Se ne incarica Hamsik che scheggia la parte alta della traversa. Sospiro di sollievo per Zac. Ma lo slovacco si rifà quattro minuti più tardi: sfrutta l’ottimo cross di Quagliarella dalla sinistra e di testa pareggia i conti. Colpevole la difesa bianconera: Grosso perde la marcatura, mentre Manninger rimane a metà  strada e permette al numero 17 napoletano di prendere la mira. I padroni di casa capiscono che gli avversari sono chiusi nell’angolo e cercano il raddoppio che arriva quasi alla mezzora. Hamsik restituisce il favore al compagno e lo imbecca con uno splendido cross dalla destra. L’ex attaccante dell’Udinese, in spaccata, sfrutta l’errata valutazione in uscita del numero uno zebrato e appoggia in rete. Rimonta completata. Ma la squadra di Mazzarri vuole il colpo del definitivo ko. Felipe Melo perde palla al centro del campo, Campagnaro ne approfitta e ad un minuto dal novantesimo ha ancora le energie per farsi 30 metri palla al piede e per vedere Lavezzi dalla parte opposta del campo. L’argentino stoppa all’interno dell’area di rigore e piazza il 3-1 nell’angolino. Juve al tappeto e Napoli in Paradiso che tra andata e ritorno fa bottino pieno: 3-2 al Comunale, 3-1 questa sera. Per i bianconeri, invece, è buio pesto. Il ritiro non è servito e psicologicamente sarà sempre più difficile risalire la china. La depressione è dietro l’angolo.

NAPOLI-JUVENTUS 3-1
Stadio San paolo di Napoli
Reti: 7’ pt Chiellini (J), 5’ st Hamsik (N), 27’ st Quagliarella (N), 43’ st Lavezzi (N)
NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis; Grava, P. Cannavaro, Campagnaro; Maggio, Paziena, Gargano, Zuniga (44’ st Rinaudo); Hamsik (37’ st Cigarini), Quagliarella; Lavezzi (46’ st Denis). A disp.: Iezzo, Rullo, Aronica, Bogliacino. All. Mazzarri
JUVENTUS (4-4-2): Manninger; Zebina, F. Cannavaro, Chiellini, Grosso; Camoranesi (17’ st Diego), Poulsen (9’ pt Candreva), Felipe Melo, Marchisio; Amauri, Del Piero (21’ st Grygera). A disp.: Pinsoglio, Marrone, Giovinco, Trezeguet.  All. Zaccheroni
ARBITRO: RIZZOLI
NOTE: Ammoniti: 12’ pt Grava (N), 19’ pt Del Piero, 24’ pt Camoranesi; 1’ st Zebina, 44’ st Lavezzi (N)
RECUPERO: 3’ pt; 2’ st

Andrea Bonino