Karzai a Pechino: nuovo asse tra Cina e Afghanistan?

La visita di tre giorni del presidente afghano Hamid Karzai in Cina che si conclude oggi è stata intensa e impegnativa, al di là della parentesi turistica alla Città Proibita.

Al suo quarto viaggio ufficiale in Cina, Karzai è stato accompagnato da una delegazione di ministri e uomini d’affari. I colloqui con il presidente Hu Jintao e il primo ministro Wen Jiabao sono il segnale tangibile dell’interesse della Cina a rafforzare il legame con Kabul.

Karzai e Hu (Xinhua-Fan Rujun)

Sul tavolo una discussione a tutto campo dal commercio al settore delle risorse umane. Hu e Karzai hanno dato il via libera a tre documenti sulla cooperazione tecnologica ed economica, su tariffe che agevolano le esportazioni afghane in Cina e programmi per approfondire la comunicazione e gli scambi di esperienze nella formazione e dei mass media.

Ma al centro degli incontri la politica estera ha regnato sovrana. Le autorità cinesi hanno messo l’accento sull’importanza di fare fronte comune contro ogni forma di estremismo e contro il crimine organizzato. Nel primo caso il riferimento al terrorismo e al separatismo si concretizza nell’impegno di Kabul per affrontare i talebani e il traffico di droga; Pechino invece ringrazia per il sostegno ricevuto sia nella recente crisi taiwanese (a causa della vendita di armi da parte degli Stati Uniti), sia per quanto riguarda il Tibet e lo Xinjiang.

Il governo cinese contraccambia dichiarando il suo rispetto per l’indipendenza dell’Afghanistan e l’intenzione di aumentare i legami economici con il Paese “amico”. La collaborazione di antica data è stata rinnovata negli ultimi anni. Dal 2002 la Cina ha dato più di 900 milioni di yuan per la ricostruzione, l’import-export tra i due partner è cresciuto fino a raggiungere quota 155 milioni di dollari USA nel 2008 e dal luglio 2006 278 prodotti afghani hanno potuto essere esportati a dazio zero.

Ecco perché Karzai ha ribadito che le relazioni tra i due Paesi sono le migliori che ci siano mai state e la sua speranza che Cina e Afghanistan siano per sempre buoni vicini e buoni amici.

Forse l’amicizia cinese non sarà disinteressata, ma le sue premesse sono molto interessanti per Kabul.


L. Denaro