Per uscire dalla crisi: ‘Meglio un contadino laureato che un avvocato disoccupato’, presentato il libro di Andrea Prato

Come riportare le braccia “rubate” alla terra e come rilanciare il Paese con proposte concrete per ricostruire l’economia dell’Italia, ripartendo dall’agricoltura integrata con il turismo e aperta alla nuova sfida delle energie rinnovabili. Ma anche come illustrare ai giovani, al mondo della scuola, ai politici e a tutti i non addetti ai lavori le potenzialità del settore primario, sia in termini di occupazione, che di rilancio economico del Paese. Il tutto all’interno delle pagine di ‘Meglio un contadino laureato che un avvocato disoccupato’ (Guerini e Associati Editore, pagine 127), il libro scritto da Andrea Prato, assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna, con la prefazione del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il volume è stato presentato stamani a Roma, presso la sede nazionale della Coldiretti.

“Oggi in Italia – ha affermato Prato – abbiamo un avvocato ogni 283 abitanti, la percentuale più alta d’Europa. Dobbiamo far capire ai giovani che certe professioni sono sature e che è necessario investire in settori che, se modernizzati e innovati, possono offrire grandi opportunità”.

Secondo quanto illustrato dall’assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna, sono essenzialmente due le principali strade da intraprende per ridare slancio all’agricoltura: turismo e energia, in una parola multifunzionalità. In base all’idea di Prato, tale multifunzionalità deve essere costruita a livello di sistema: ogni impresa deve inserirsi in una comunità economica in cui ogni singolo riveste un ruolo e un senso solo in rapporto alle altre aziende confinanti. Un “kibbutz” del ventunesimo secolo, che lo stesso assessore definisce un sistema integrato.

Prato vede, inoltre, negli aiuti statali uno dei mali del settore: “hanno dopato l’agricoltura. Dobbiamo cambiare rotta e capire che si può fare impresa anche senza l’aiuto statale che droga il mercato”.

Un approccio economicamente innovativo, dunque, quello proposto nel libro, che aspira alla riscoperta di una nuova cultura dei campi, di una nuova agricoltura, intesa da Prato anche come strumento volto a contrastare l’erosione demografica, ad aumentare la tutela ambientale e la difesa del territorio.

Mauro Sedda