Picone unico italiano al Gala Vasiliev, “Il governo italiano dovrebbe imparare a investire sulla danza”

Non solo fuga dei cervelli, a questo punto si può parlare anche di fuga di talenti in generale. Tra questi c’è senza dubbio il napoletano Giuseppe Picone, ballerino che ha cominciato crescendo al San Carlo ed è poi volato via, approdando all’American Ballet Theatre. Oggi il suo stile elegante ed i suoi salti leggiadri hanno fama interazionale e proprio lui sarà l’unico ballerino italiano che, sabato sera, salirà sul palcoscenico del New York City Center e rappresenterà il nostro Paese al fianco delle stelle provenienti da tutto il mondo per partecipare al celebre evento Vladimir Vasiliev. A Gala Tribute to a 20th Century Dance Legend. un gran Galà in onore del settantesimo compleanno dell’ex direttore del Bolshoi Ballet, coreografo e danzatore russo.

“È una tripla emozione” confessa Picone proprio alla vigilia della sua partenza per New York, la città che gli ha dato la possibilità di sviluppare la sua arte  nella Compagnia dell’ABT. Già nel 2005 Picone tenne alto il vessillo del suo Paese quando fu il primo ballerino italiano ad aver partecipato al concerto di Capodanno dell’Opera di Vienna.”Tanta emozione – dichiara – perché vi faccio ritorno dopo nove anni, tra l’altro per un Galà dedicato a Vasiliev, icona mondiale della danza che ho rivisto un paio di anni fa accanto alla moglie, la divina Maximova oggi scomparsa, ballando al Bolshoi di Mosca. Lo conosco da quando avevo 12 anni…»

La sua carriera lo vide muovere i suoi primi passi al fianco di mostri sacri come la Fracci e la coppia Vasiliev-Maximova nello spettacolo al San Carlo ‘Nijinsky’. Poi tutto è cominciato a salire verso l’alto e dopo i timidi e titubanti esordi è arrivato nelle compagnie internazionali fra le più importanti, come la English National Ballet di Londra, l’American Ballet Theatre di New York e il Ballet National di Nancy, dove è diventato solista. “Ed è stato proprio Vasiliev, che quando vinsi sedicenne il Premio Rieti commentò da presidente di giuria “questo è il talento italiano più bello che avete” – ricorda oggi Picone a 34 anni – ad avermi scelto per rappresentare l’Italia al suo Gala internazionale con il particolarissimo ‘Lacrimosa’ in versione rock dal Requiem di Mozart creato da Chiara Tanesini e da me. Un pezzo bellissimo, che ho nel sangue e che potrei fare addirittura appena sveglio”.

Questa sua importantissima partecipazione al Gala Vasiliev offre però al ballerino napoletano anche uno spunto per riflettere su come invece siano diverse le cose in Italia, perlomeno così come lui stesso ha dovuto viverle in prima persona. L’artista, oggi residente a Roma, dice: “Il governo italiano dovrebbe imparare a investire sulla danza. Due, massimo tre titoli di balletto in stagione nei teatri italiani (la situazione è lievemente migliore a Milano e a Roma, o a Verona in estate) è qualcosa che non ha paragone in Europa e nel mondo. È ridicolo, a maggior ragione perché è da noi che è nata la danza, così come l’opera, da noi funzionano bene le scuole del settore ed è qui che spuntano splendidi talenti costretti dopo il diploma a scappare all’estero per trovare lavoro. Nel giro di vent’anni? Credo che non avremo neanche più i nostri Corpi di Ballo. Invece sarebbe importante -conclude Picone -, per gli artisti italiani, avvantaggiati da doti sceniche e interpretative invidiate ovunque nel mondo, sentirsi “a casa” nel proprio Paese”.

Andrea Camillo