Presentato a Viterbo il II Rapporto dell’Osservatorio Ambiente e Legalità

Presentato ieri nella sala consiliare della Provincia di Viterbo, da Pieranna Falasca ed Umberto Cinalli di Legambiente, il II Rapporto dell’Osservatorio Ambiente e Legalità “Rosario Livatino” della Provincia di Viterbo, istituito nel 2006.

 “Purtroppo abbiamo dei limiti – ha esordito Cinalli – che sono dati dal fatto che gli enti preposti in alcuni casi o non ci forniscono i dati o li hanno non propriamente corretti”.

Soffermandosi poi sul tema delle cave Cinalli ha detto: “Qui manca proprio una regolamentazione in materia.

Tuttavia il problema delle cave è sostanziato a Viterbo dal fatto che la percentuale di quelle aperte in quest’ultimo anno risulta essere il 50% di quelle aperte in tutto il Lazio”.

Dal Rapporto si evince che l’agricoltura nella Tuscia continua ad avere in ruolo primario assorbendo il 38,5% delle imprese attive, ma il comparto di  maggior peso assoluto dal punto di vista del fatturato è proprio quello delle attività estrattive (+35% dal 2007 al 2008) .

 Le cave attive nel Lazio sarebbero 318, di cui  ben 79 a Viterbo

Altro tema rilevante quello dell’infiltrazione della malavita organizzata nella provincia di Viterbo, per la quale la Prefettura ha compiuto due atti: un protocollo antiusura ed uno antimafia sottoscritto dal Comune di Tuscania.

 Infine, Viterbo si colloca al 94° posto(era 85° nel 2008) per quanto concerne  la qualità ambientale, mentre in materia di abusi edilizi  la città registra  444  abusi pari al 4,5% del dato regionale, penultima davanti a Rieti (2,6%).

 Infine, in merito all’indagine sulla percezione della sicurezza dei cittadini del Lazio, Viterbo risulta, come Frosinone e Rieti, la provincia dove è più forte la percezione di insicurezza dovuta alla delinquenza.

 Le fattispecie criminose più ricorrenti sono per i viterbesi il lavoro nero (64%), la droga (59,5), i rifiuti ed il degrado ambientale (36,9), a pari merito con le truffe, le estorsioni ed il racket.

Nell’ultimo anno poi la criminalità è rimasta invariata per il 63,8 % dei viterbesi, mentre è aumentata per il 29,3%.

Wanda Cherubini