Romanzi “open source”, così esce il romanzo russo “Metro 2033”

 

Un libro nato e maturato sottoterra, in una fitta ed intricata rete di tunnel qual’è la metropolitana di Mosca, la più estesa del mondo dopo quella di Tokyo con dodici linee e ben centottanta stazioni. Romanzo sviluppatosi quasi da sè, negli anni delle medie e del del liceo, quando il suo autore Dmitry Glukhovsky si tuffava in questo intrico sotterraneo per attraversare la città ed andare a scuola. Nasce così “Metro 2033” , suo primo romanzo uscito in questi giorni in Italia contemporaneamente al video game: risultato di tutte quelle ore passate contemplando il buio fuori dal finestrino, è vero, ma non solo. Risultato anche di una vasta operazione che è partita da un altro tipo di intrico, quello cibernetico del Web.

Dopo essere stato rifiutato da dieci editori diversi nel 20o2, come racconta lo scrittore che all’epoca aveva 23 anni, il libro fu pubblicato online a puntate divenendo quindi un romanzo interattivo scaricato da oltre due milioni di persone e con continue aggiunte di suggerimenti e consigli da parte dei lettori stessi, tramutandosi quindi in una sorta di romanzo “open source” migliorato e modificato come se si trattasse di un software. Da qui il passo seguente fu la pubblicazione su carta del libro, tre anni dopo, la vendita di oltre mezzo milione di copie in Russia e la traduzione in altre 20 lingue: il romanzo ha come scenario un labirintico intreccio di gallerie e bunker fabbricato dall’anno 1935 che rappresenta l’ultimo rifugio e baluardo dei moscoviti dopo un olocausto atomico.

L’autore, che ora ha 31 anni, ha già in progetto la creazione di un videogame sulla base di “Guerra e Pace” di Lev Tolstoj oltre alla pubblicazione di “Storie della madrepatria“, che è una raccolta di racconti di forte vena satirica sui russi contemporanei, e il tutto ovviamente online in quanto l’autore stesso ha dichiarato che tutti i suoi romanzi sono e saranno sempre fruibili tramite il Web, anche dopo la stampa su carta.

Rossella Lalli