Stati Uniti e Pakistan, relazioni più forti. Parola di Hillary Clinton

 

Il viaggio di due importanti autorità pakistane a Washington è stato decisamente fruttuoso. Shah Mahmood Qureshis, titolare del Ministero degli esteri, e Ashfaq Kayani, capo di Stato maggiore generale, hanno ottenuto una buona accoglienza e, quel che più conta, impegni concreti in settori fondamentali.

Qureshis con Hillary Clinton

Gli Stati Uniti hanno confermato il loro impegno nell’ambito dell’educazione, dell’agricoltura, delle infrastrutture e dell’energia, essenziali per lo sviluppo del Paese asiatico. 

Tuttavia la nuova pagina del dialogo con il governo di Islamabad si apre su un capitolo più spinoso, quello della sicurezza. Il rafforzamento di questo “dialogo strategico”, come è stato definito, non può prescindere dalla questione sicurezza, che in quell’area fa rima con estremismo islamico.

Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha messo in evidenza il problema del terrorismo, sottolineando il reciproco interesse a sconfiggere il nemico comune.

La guerra in Afghanistan, infatti, procede senza che all’orizzonte si intravveda una exit strategy vicina, efficace e dignitosa. Le basi di Al Qaeda, diffuse tra Pakistan e Afghanistan, restano ancora piuttosto forti come la resistenza dei Taliban.

Le difficoltà incontrate dagli americani in questo confronto hanno alimentato i sospetti sulla reale lealtà dell’alleato pakistano, altalenante e non sempre compatto nel contrastare l’estremismo islamico al suo interno e nel presidiare i confini con l’Afghanistan (impresa del resto difficile per chiunque).

Questo vertice ad alto livello a Washington è stato organizzato anche per dissipare dubbi e diffidenza tra i due Paesi, che anche recentemente non sono mancati.

Bisogna capire se questa rinnovata alleanza reggerà alla prova dei fatti e se si concretizzerà anche con l’invio di armi al Pakistan. I precedenti dell’appoggio ai mujaheddin afghani in funzione anti sovietica e a Saddam Hussein nemico dell’Iran dovrebbero rendere più cauti gli Stati Uniti nella concessione di armamenti. Ma la storia, anche recente, non è sempre maestra di vita…

 

L. Denaro