Varese: smantellata cellula dedita all’usura

Sono 11 le persone che stamattina sono state arrestate dai carabinieri del comando provinciale di Varese con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’usura. Un’operazione che ha portato allo smantellamento di una cellula, attiva dal 2006 nei territori di Varese, Parma, Bolzano, Milano e Cremona.

Circa 70 i piccoli e medi imprenditori caduti nella rete dei criminali, che approfittavano delle difficoltà economiche delle loro vittime (quasi tutti sull’orlo del fallimento) per proporre tassi di prestito di oltre il 10% al mese e di oltre il 120% annuo. A capo dell’organizzazione, Pasquale Di Matteo (56 anni) e Albano Bruni Bellinato (44), originari di Castellamare di Stabia e vicini al clan D’Alessandro. Per loro e per le altre 9 persone fermate stamattina le accuse contestate sono di estorsione, usura ed esercizio abusivo della professione bancaria. Fra gli arrestati c’è anche un cittadino libanese, accusato di aver riscosso un pagamento attraverso minacce e percorse. Ad inchiodarlo ci sarebbe una registrazione video adesso nelle mani dei carabinieri.

Secondo le prime stime elaborate, le attività illecite perpetuate dagli usurai procuravano all’organizzazione un giro d’affari di almeno 500 mila euro all’anno. Al momento la Guarda di Fianza, che collabora con il comando dei carabinieri di Varese, ha sequestrato beni in possesso della banda per circa 270 mila euro. Le indagini erano partite nel 2006 con una rapina a mano armata compiuta nel settembre di quell’anno ai danni di una tabaccheria di Azzate (Varese) e hanno poi condotto ai collegamenti con il clan camorristico D’Alessandro di Castellamare di Stabia.

Maria Saporito

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Siciliana di origine, romana d'azione, scrivo da anni occupandomi principalmente di politica e cronaca. Ho svolto attività di ufficio stampa per alcune compagnie teatrali e mi muovo con curiosità nel mondo della comunicazione. Insegnante precaria, sto frequentando un corso per insegnare italiano agli stranieri.