300 talebani attaccano i soldati pakistani

Oggi a Islamabad, capitale del Pakistan, le truppe pakistane hanno avuto a che fare con numerosi talebani, quasi 300, che si sono riversati sulle strade dell’area tribale Orakzai Agency, nel Pakistan nord-occidentale. La stessa regione, determinante il confine con l’Afghanistan, subisce negli ultimi periodi numerosi assalti da parte dei miliziani talebani.

Lo scontro a fuoco, avvenuto nelle strade della capitale è durato molte ore prima che le truppe riuscissero a sgominare la folta banda di guerriglieri.

La battaglia è scoppiata a causa dell’uccisione ieri sera di un ufficiale, un tenente colonnello, e di quattro soldati, nell’area di Feroz Khel, notizia riportata dall’emittente GEO TV, una trasmissione in onda su un canale pakistano.

Le truppe, preparando la difesa contro i miliziani, hanno mietuto diverse vittime, 25, e non ricevendo danni particolarmente rilevanti. Oltre a questi 25 morti, se ne devono aggiungere altri 61 distribuiti negli ultimi due giorni.

C’è da dire che ancor prima dell’ufficiale e dei quattro soldati morti, ferita anche una quindicina di altri soldati, aerei pakistani, sorvolando zone di marca talebana, hanno ucciso 50 persone, per la maggior parte talebani, ma anche civili, in un blitz all’interno di una scuola. Stessa cosa è successa anche ad un seminario nella regione di Feroz Khel.

Lotte tra truppe di sicurezza pakistana e talebani si succedono ogni hanno, basti pensare alle offensive delle truppe in due importanti regioni, cardini per i trasporti, nella valle di Swat e nel Sud Waziristan, vicino al confine con l’Afghanistan.

Le truppe di sicurezza del Governo pakistano è dallo scorso martedì che continuano a pattugliare e a scontrarsi con gli integralisti, setacciando via terra e via aerea le zone dell’Orakzai, tenendo inoltre d’occhio il confine afghano, riparo frequente dei talebani scappati dalle vie ormai presidiate dalle truppe pakistane.

Si attendono notizie inoltre sui 14 feriti del primo assalto, alcuni dei quali in condizioni relativamente gravi.

di Andrea Bandolin