Berlusconi: se perdiamo non cambia nulla

“I miei dati sono di una pressione fiscale del 43,1% ereditata dallo scorso governo, oggi è del 42,7%: un minimo di abbassamento delle tasse c’è stato, compatibilmente con la crisi”. Parte da qui la difesa che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi appronta nel corso della lunga intervista concessa a Sky Tg24. Un’occasione per ribadire i punti più volte marcati nel corso dell’estenuante campagna elettorale e per convertire le critiche ricevute in accuse da addossarre agli altri.

Abbiamo ereditato – dice il presidente del Consiglio – il terzo debito pubblico del mondo. La sinistra ha moltiplicato il debito italiano. Non è che uno arrivando al governo può diminuire improvvisamente la spesa pubblica. Moltissime delle spese pubbliche sono dovute ai governi precedenti”. E se Pierluigi Bersani è “un professioinista che capovolge le realtà“, non più tenero risulta il giudizio formulato da Berlusconi in riferimento all’atteggiamento ondivago del leader dell’Udc. “In questi ultimi giorni – nota il premier – Pier Ferdinando Casini si è illustrato molto malamente, guidato da un comportamento schizofrenico. Gli elettori si sapranno regolare”.

Quanto al sorpasso della Lega sul Pdl al Nord, preannunciato da Umberto Bossi, il presidente del Consiglio replica: “È una ipotesi che non esiste: da tutti i sondaggi questo sorpasso non c’è”. Poche parole anche per smentire le presunte frizioni con il co-fondatore del Pdl, Gianfranco Fini. “Ho già detto – scandisce Berlusconi ai microfoni di Sky Tg24 – che in un grande partito del 40% che punta al 50-51%, e che con orgoglio ho realizzato, le differenti sensibilità sono una ricchezza. Se non si trova l’unanimità si discute e la minoranza deve attenersi al voto della maggioranza. Noi non abbiamo le correnti – aggiunge il premier, ricordando scenari di democristiana memoria – ma soltanto delle differenze”.

L’ultima considerazione, il presidente del Consiglio la dedica inevitabilmente alle imminenti votazioni. ” Ogni regione in più – afferma – sarà un successo: la vera vittoria sarebbe avere alla fine la maggioranza dei cittadini amministrata da noi”. E stuzzicato sulla possibilità che le consultazioni di domenica e lunedì prossimi denuncino un maggior apprezzamento popolare per la sinistra, anziché per la destra, Berlusconi dice: “Non cambia nulla. Noi abbiamo un mandato di cinque anni. Comunque se mi consente – conclude, rimettendosi al proverbiale ottimismo – io non sono abituato a fare riflessioni su ipotesi che non sono possibili”.

Maria Saporito