Cile senza pace: nuova forte scossa di terremoto (6.2 Scala Richter) e nuovi crolli

Non c’è pace per il Cile. A quasi un mese dalla terribile prima scossa di terremoto (risalente al 27 febbraio) la terra continua a tremare producendo danni e paure. Le cosiddette scosse d’assestamento si stanno rivelando più forti di quanto si potesse immaginare, raggiungendo apici elevati sulle scale di valutazione dei movimenti sismici. Uno sciame continuo e senza sosta.

L’ultima, registrata poche ore fa dall’istituto geofisico statunitense, è una scossa di magnitudo 6.2 della scala Richter. Un valore molto alto se si considerano gli 8.8 del primo terribile terremoto. Negli ultimi trenta giorni la terra non ha mai smesso di fremere e le zolle interessate paiono ancora lungi da una stasi tranquillizzante per i centri abitati del Sud America. Ancora oggi gli studiosi non possono prevedere una possibile cessazione del fenomeno.

L’epicentro dell’ultimo smottamento sismico è stato localizzato a 76 km dalla città di Copiaco, ma trattandosi ancora di stime preliminari non vi è assoluta certezza sul dato. La scossa pare sia stata molto lunga e intensa a quanto riferiscono i primi testimoni raggiunti dai media cileni. Gran parte della popolazione si è subito riversata sulle strade, abbandonando ogni faccenda e occupazione quotidiana.

Le fonti parlano di danni ingenti. Soprattutto per le case di Copiaco. Il sisma ha provocato sia il crollo di alcune facciate che il cedimento di talune strutture interne. Molte persone hanno raccontato della caduta di molti oggetti, anche di grandezze notevoli. La zona è stata colpita anche da un breve e parziale black out che ha incrementato lo stato di spavento della popolazione cilena.

Le agenzie stampe hanno comunicato che la scossa in questione è stata avvertita anche a Santiago, la capitale della nazione andina, evidenziandone così la potenza e l’intensità. Non si registra, per ora, alcun allarme Tsunami lanciato dagli stessi centri geofisici anche se l’allerta per questo fenomeno resta altissimo. Si attendono ora riscontri e notizie più dettagliate sperando che sia l’ultima pagina da scrivere su questa catastrofe naturale mondiale.

Alessandro Frau