Come si fa l’amore chiedono i teenager alla rete

Un tempo argomenti come il sesso o le posizioni da tenere durante un rapporto sessuale, erano argomenti taboo. Una dinamica che non faceva altro che alimentare leggende metropolitane su record presunti o fittizi e su improbabili rischi che si potevano correre facendo l’amore in modo strano. Da allora cosa è cambiato? Difficile dirlo, anche perchè determinate leggende sono veramente dura da sdradicarsi. Di certo però le parole e le mezze domande rivolte con un pizzico di imbarazzo e invidia all’amico più grande (e quindi più esperto su questo fronte) vengono lentamente sostituite da un altro interlocutore, sicuramente meno umano, certamente più impersonale, ma comunque in grado anche di alimentare il discorso relativo ai tanti luoghi comuni riguardanti il sesso.

Questo nuovo interlocutore è il motore di ricerca sul web. Non servono analisi e tabelle per documentare il ruolo di internet come soddisfatore di curiosità. Basta infatti digitare su google le prime parole “come si fa” che immediatamente compare il primo risultato: come si fa a fare l’amore. Chiaramente i consigli vengono dati includono tutto ed il contrario di tutto. Ma la presenza di questo interrogativo come una delle combinazioni di aprole più ricerca sulla rete è sintomatica che i giovani vogliono sapere, vogliono informarsi e certamente non vogliono troversi impreparati quando ci si trova nudi dinanzi al proprio compagno o alla propria compagna. Il secondo risultato è un più pudico come si fa a baciare, presente quando ci si limita a digitare solo le parole “come si”, anche nella versione “come si bacia con la lingua”.

Ogni pudicizia invece si perde, se si considera ilo terzo risultato fornito da motore: “come si fa una pompa”.

Insomma tra voglia di sapere come avere un rapporto completo, come baciare e come avere un rapporto orale, la rete sembra essere diventata la nuova frontiera a cui giovani e giovanissimi pongono domande per soddisfare i propri dubbi sull’argomento sesso.

Questo però non significa che il vecchio amico più grande, noto per le sue storie a base di prestazioni esagerate, non possa essere uno dai tanti utenti che ha postato quel commento a cui il motore di ricerca indirizza.