Il “caso Boffo” procura a Feltri 6 mesi di sospensione

L’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha sanzionato il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, con 6 mesi di sospensione dall’attività giornalistica. Alla base del severo provvedimento la pubblicazione da parte di Feltri di alcune informazioni false sul collega Dino Boffo, ex direttore de “L’Avvenire”, travolto quest’estate da uno scandalo mediatico, provocato proprio da Feltri, che ne ha causato le precipitose dimissioni.

Ma non è tutto perché i 6 mesi di sospensione comminati al direttore del Giornale (quotidiano della famiglia Berlusconi) si riferiscono anche alla decisione di Feltri di consentire la pubblicazione, prima su Libero e poi su Il Giornale, di oltre 250 articoli a Renato Farina, ex giornalista radiato dall’Ordine.

 “Il Consiglio (dell’Odg, ndr) – si legge in una nota diffusa oggi – ha comminato la sospensione di 6 mesi a Vittorio Feltri per la pubblicazione di una serie di articoli in cui ha attribuito falsamente al Tribunale di Terni informazioni non vere relative al collega Dino Boffo violando gli artt. 2 e 48 della Legge istitutiva dell’Ordine, la n. 69 del 1963 e la Carta dei doveri del giornalista che prevede la pubblicazione di notizie vere e verificate, il dovere dell’attendibilità della fonte e la rettifica tempestiva in caso di notizie pubblicate inesatte”.

“Il comportamento di Feltri – si continua nel testo – ha violato non solo la dignità e l’onore del collega Boffo ma ha anche compromesso il rapporto di fiducia tra stampa e lettori“. La misura disciplinare non avrà un effetto immediato: il noto giornalista potrà, infatti, continuare a firmare i suoi pungenti editoriali almeno fino al prossimo mese di maggio quando si presume che anche il Consiglio nazionale esprimerà il proprio parere sulla vicenda. Nell’attesa di comprendere se il collegio confermerà la decisione scioperata dal Consiglio regionale o preferirà piuttosto ridimensionarne la portata, il legale di Feltri ha già annunciato la ferma volontà di presentare ricorso.

La sospensione di Feltri ha scosso anche il mondo politico, suscitando la “levata di scudi” di molti esponenti di centrodestra, affezzionati lettori dei suoi articoli. “Non conosco gli atti che hanno portato alla richiesta di sospensione per sei mesi a Feltri – ha commentato il ministro La Russa – ma mi stupisce il tempismo. Ho grande stima per Feltri non commento ma mi sembra che si usino due pesi e due misure“, facendo palese riferimento a Michele Santoro, “mattatore” ieri di una serata “sfuggita” al bavaglio imposto dalla Rai.

Per il governatore uscente della Lombradia, Roberto Formigoni, la decisione dell’Ordine regionale dei giornalisti è “una barbarie contro la libertà di stampa, un gesto di pura intimidazione per scoraggiare tutte le voci scomode e mandare un segnale ai giornalisti che ogni giorno raccontano il Paese, i suoi vizi e le sue virtù, ma si macchiano del terribile peccato di non essere antiberlusconiani”.

“Chi sgarra – ha proseguito Formigoni – viene messo nel mirino di censori, pubblici ministeri e assemblee di redazione strumentalizzate, con l’unico risultato che, mentre il mondo dell’editoria mondiale sta cambiando radicalmente, troppi media italiani perdono tempo in una caccia alle streghe a senso unico“. Solidarietà al direttore sanzionato è giunta anche da Daniele Capezzone, Maurizio Lupi e Mario Borghezio.

Maria Saporito