L’amore materno evita problemi comportamentali al figlio

Avere a disposizione l’amore materno per un bambino significa crescere bene, ed incorrere minormente alla probabilità di mettersi nei guai quando sarà più grande.

E’ quanto sostengono i ricercatori dell’Università di Reading, nel Regno Unito, i quali hanno analizzato 69 studi precedenti al loro, raffrontando il rapporto figli-genitori che ne emergeva.

Gli studiosi hanno potuto appurare dai dati di circa 6000 ragazzi di età compresa fino a 12 anni, che quelli con un rapporto meno forte con la propria madre, rischiavano di più atteggiamenti aggressivi, durante la crescita, rispetto a coloro che invece, avevano instaurato un buon rapporto con la figura genitoriale femminile.

Inoltre i bambini con meno affetto rischiavano maggiormente l’insorgenza di problemi mentali, rispetto ai loro coetanei circondati da più affetto, che crescevano gentili, più sicuri di sé e aperti al mondo esterno.

Dunque dalla ricerca pubblicata sul “Child Development” i figli che non instaurano buone relazioni con i genitori rischiano in maniera maggiore di incorrere, in futuro, in problemi comportamentali.

Disturbi comportamentali che spesso non è facile distinguere, da normali comportamenti di crescita del bambino. Molto disturbi sono infatti tipici degli stadi di sviluppo, ad esempio il comportamento oppositivo dei bimbi di 2 anni di età.

Si può pensare ad un disturbo comportamentale, quando lo strano comportamento è ripetuto nel tempo, ed ha una certa frequenza.

Si rende fondamentale dunque il ruolo dei genitori, che spesso, per problemi quotidiani, più o meno difficili da affrontare, evitano prima di tutto l’attenzione verso il proprio figlio, e la comprensione dei suoi atteggiamenti.

Discordie coniugali, disoccupazione, lutti in famiglia, possono dirigere i propri pensieri e le proprie azioni lontane da un figlio, che non può capire, e che dunque subisce.

Attraverso l’osservazione diretta di un figlio si può capire, dove e come esso ha sviluppato il problema comportamentale, che successivamente deve essere affrontato, con decisione dal medico, qualora esso sussista.

Giulia Di Trinca