Nel 30% dei casi il tumore al seno è dovuto all’obesità

Ogni anno, in Italia e nel mondo, centinaia di donne scoprono di essere malate di tumore al seno.
Oggi i ricercatori hanno scoperto che questa terribile malattia, flagello delle popolazioni contro il quale non è ancora stata trovata un’arma efficace, può essere quantomeno prevenuta con una sana alimentazione e un corretto stile di vita.

Seguendo una dieta equilibrata, infatti, tre casi di cancro al seno su dieci potrebbero essere evitati. Questa è la tesi che sostiene una relazione presentata ieri dai ricercatori dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) alla European Breast Cancer Conference di Barcellona, di cui dà notizia il DailyMail online.

I ricercatori hanno dimostrato che il 25-30% delle donne inglesi cui viene diagnosticato il tumore al seno all’anno avrebbe potuto evitare la malattia se solo avesse adottato uno stile di vita sano, seguito una dieta corretta e fatto un po’ di esercizio fisico quotidiano. In poche parole, le donne che risultavano essere obese probabilmente non avrebbero avuto la malattia in questione.

”Questi studi – afferma Carlo La Vecchia dell’Universita’ di Milano – forniscono prove convincenti del fatto che bere alcolici, essere fisicamente inattivi e avere grasso corporeo in eccesso sono tutti fattori di rischio per il cancro al seno”.

Certo, gli studi sulla correlazione fra peso corporeo e possibilità di sviluppo di tumore alla mammella  dovranno essere ulteriormente approfonditi. Molti sono, infatti, ancora gli interrogativi ai quali gli studiosi intendono dare risposta.

Uno è quello relativo all’effettiva importanza del peso corporeo nella norma come fattore preventivo nei confronti del cancro alla mammella. Un altro, invece, è stato sollevato da Robert Baan, esperto della IARC, il quale si è chiesto se possa essere possibile che le donne già in sovrappeso, dimagrendo, possano abbassare il loro rischio di sviluppare il cancro al seno, o, in caso contrario, se, una volta sviluppatosi, la riduzione del peso non possa influire in maniera significativa per il ridimensionamento del cancro.

Angela Liuzzi