Rubens e i fiamminghi in mostra a Como

Come presentare Pieter Paul Rubens (1577-1640) senza dimenticare il contesto del Seicento fiammingo?

Affiancando alcuni dei suoi capolavori, custoditi dalla Gemäldegalerie dell’Accademia di Belle Arti, dal Liechtenstein Museum e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, a circa quaranta opere di pittori del suo tempo, tra cui gli allievi Anton Van Dyck e Jacob Jordaens.

Il tutto nello spazio espositivo di Villa Olmo, importante esempio dell’arte e dell’architettura del Settecento comasco. Questa mostra, curata da Sergio Gaddi, porta i visitatori verso un orizzonte diverso da quello delineato dalle ultime mostre dedicate a grandi artisti e movimenti del XIX e XX secolo, dagli Impressionisti all’avanguardia russa, da Magritte a Klimt.

Le opere raccolte aiutano a conoscere le tematiche predilette da Rubens, capace di spaziare in ambiti complessi come i soggetti sacri, storici e mitologici. Per quanto riguarda il primo tema, si potranno ammirare due quadri degli inizi del Seicento come La circoncisione di Cristo e La Madonna della Vallicella, opere che rimandano agli studi di Rubens a Venezia.

Esempi di ispirazione mitologica sono invece Il satiro sognante e Il giudizio di Paride, una delle quattro opere realizzate sull’insolito supporto dalla tavola di rame.

Rubens si cimenta anche con la storia del suo tempo con Apoteosi di Giacomo I (1632), bozzetto per un dipinto ideato per il soffitto della Banqueting House a Whitehall, e con quella lontana immortalata nella Lotta per lo stendardo sulla Battaglia di Anghiari, con un rimando a un’opera di Leonardo molto conosciuta in Europa.

Il Barocco seicentesco, e in particolare la produzione artistica nata ad Anversa, si comprende in modo più completo grazie ai collegamenti con altri pittori fiamminghi. Rubens dedicò un ciclo di quadri al condottiero romano Publio Decio Mure, affiancati da una serie di cartoni per arazzi. A questo progetto collaborò l’allievo più stretto di Rubens, Anton Van Dyck, di cui è esposto il suo noto autoritratto giovanile.

Un altro genere ben rappresentato è quello della natura morta, con le opere attente al dettaglio ma non prive di esotismo come la Natura morta con mappamondo, tappeto e cacatua di Pieter Boel o la Natura morta con frutta e scimmia di Jan Fyt.

 La mostra resterà aperta fino al 25 luglio.

 

L. Denaro