Russia: vietata la vendita del “Mein Kampf” e censurata ogni dottrina estremista

Il governo russo ha vietato la vendita e la distribuzione delle opere riguardanti Adolf Hitler e le sue dottrine. Una decisione che crea scalpore vista anche la fortuna editoriale che nel territorio tedesco hanno gli scritti riguardanti il dittatore tedesco. Un’ennesima manifestazione della censura letteraria decisa dai tribunali e dal governo presieduto da Medvedev.

Scetticismo e preoccupazione sono stati espressi dai massimi vertici ed esponenti culturali del paese. Voci di protesta si sono alzate contro questa deliberazione. Non per difendere le teorie hitleriane ma per rivendicare il diritto alla libertà di stampa e opinione. Non è stato bandito solo il “Mein Kampf” (il programma politico di Hitler) ma anche le lettere e gli scritti minori nonché tutte le biografie e gli studi sulla sua figura.

La decisione arriva dopo che un tribunale di Ufa, negli Urali, ha considerato l’opera “estremista”. La procura ha sottolineato che il libro espone le idee del nazismo e giustifica le discriminazioni razziali. Non si vuole dunque diffondere idee così terribili. Una motivazione che non soddisfa data l’importanza della vicenda storica e le riflessioni sulle sue cause e conseguenze. Ancor meno se si considerano le vicende che hanno caratterizzato il secolo novecentista in Russia, protagonista di affini tragici errori razziali. Guardare al passato con occhio critico e insegnare i fatti inerenti la seconda guerra mondiale non può che giovare per la società moderna. Soprattutto se si vuole costruire un futuro migliore.

Il ministero della Giustizia ha già da tempo pubblicato sul suo sito una lunga lista di pubblicazioni a carattere estremista, la cui vendita o distribuzione comporta una sanzione amministrativa di notevole entità. Da studi recenti, inoltre, la Russia è registrata come la nazione europea in cui il movimento nazista appare più forte e radicato. In particolar modo tra i giovani. Un movimento che ora sarà facilitato dalla censura perché si svilupperà in canali sotterranei tanto apprezzati dagli adolescenti. Una piaga da combattere con l’educazione e la conoscenza senza ricorrere al silenzio e all’omertà così apprezzati a Mosca.

Alessandro Frau