Usa, Il Congresso da il suo si definitivo alla riforma sanitaria

Con una nuova votazione, nel corso della notte, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato in maniera definitiva la riforma sanitaria promossa dal presidente Barack Obama. Con 220 voti a favore e 207 contrari, il testo, nuovamente approvato, passarà alla Casa Bianca per la ratifica presidenziale, cominciando il lungo iter che porterà la riforma ad entrare in vigore pienamente nel 2014.

La riforma sanitaria era già stata votata dal Congresso domenica, ma i repubblicani nel disperato tentativo di porre ostacoli al cambiamento storico della sanità americana, erano riusciti a trovare un cavillo legale. Un’irregolarità di forma che ha reso necessaria un’ulteriore votazione: nella lunga battaglia al Senato (che ha dato anch’ esso il si definitivo) il testo aveva, infatti, subito una leggera modifica (un’alterazione di sedici righe su un totale di 153 pagine).

Obama, che ha sfidato i repubblicani a opporsi nuovamente, durante un comizio ad Iowa City ha affermato “sono pronto alla lotta (…)non credo che gli americani vorranno rimettere alla guida l’industria delle assicurazioni sanitarie: abbiamo già sperimentato cosa significa e non vogliamo tornare a quel punto”.

Il dibattito sulla riforma sanitaria ha diviso la società americana ed è stato oggetto di una lunga battaglia tra democratici e repubblicani durata più di un anno. Il presidente Obama-che aveva fatto della sanità uno dei cavalli di battaglia della sua campagna presidenziale- ha dovuto fare molte concessioni al suo progetto originale, ma è riuscito lì dove avevano fallito otto precedenti presidenti.  Dopo la votazione di domenica-secondo quanto diffuso da alcuni sondaggi- gli americani hanno aumentato il loro appoggio al presidente e alla riforma sanitaria. Nonostante ciò, molti dei congressisti democratici che hanno votato si alla riforma sono stati messi sotto la protezione della FBI per avere ricevuto minaccie di morte.