Antisionismo su Facebook: gli ebrei provocano ogni male del mondo

L’argomento che riguarda i gruppi dai propositi assurdi che prendono forma e si organizzano a partire dalle pagine di Facebook, si sa, è sempre all’ordine del giorno di questi tempi. Ma ora in particolare abbiamo pensato di esaminare un po’ la questione da un punto di vista diverso da quello della sola indignazione da salotto rivolta a problemi psichici di varia natura, e coloratamente manifestati.

In particolare, la domanda che ci poniamo e che proponiamo ai nostri lettori, è di carattere storico e sociologico. E’ possibile, in sostanza, che movimenti e ideologie che nel tempo, anche di un lontano passato,  non solo hanno preso forma, ma anche piede, concretizzandosi in forme di potere e di imposizione, si ripresentino attraverso gli attuali mezzi di diffusione e di condivisione pubblici? Che questo possa essere più di una mania, di un vizio, di una piccola perdita di tempo paragonabile a videogiochi e chat?

Prendiamo il caso del gruppo facebookiano che troviamo a questo link:

http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=270397453657&ref=nf

Dunque, a quanto si vede il gruppo si è voluto chiamare United We Stand Against Zionism.Indice di per sé del carattere indubitabilmente  contrario alla mentalità dell’uguaglianza proclamata dalle moderne costituzioni democratiche europee, ma tant’è. Se il gruppo esiste e non ha ricevuto problemi e proteste fino ad oggi, pur essendo stato fondato (forse significativamente, ma lasciamo i pregiudizi da parte) a Bremen, in Germania, si può sempre ritenere che dei probabili giovanissimi con pochi impegni pomeridiani si stiano divertendo un po’.

Del resto non è che si possa scatenare una guerra mediatica su tutto, ed in particolare su ogni (pur sempre, potenzialmente, pericolosa) sciocchezza: rimarrebbe ben poco del dialogo collettivo, ed in definitiva cadremmo sotto il rischio di un regime intellettuale in cui tutti dovremmo temere di parlare, data la possibilità in un giorno qualsiasi di esserci svegliati con la mente portata a proferire qualche fesseria. Bando alle intolleranze sull’intolleranza, dunque: non è con l’apprensivismo ed il protestare ad ogni costo dando l’allarme di fronte a qualsiasi campanello (cui, pure, bisognerebbe prestare silenziosa attenzione) che si combattono gli odi razziali ed i livori sociali che rendono difficile la convivenza civile e serena.

Ma veniamo a quanto riportato fra le pagine del gruppo di Facebook che consideriamo oggi: uno di quelli che apertamente inneggiano all’antisionismo, e vediamo un po’ in che modo. Traducendo dalla versione inglese, lingua evidentemente scelta perché maggiormente adatta ad una diffusione di carattere internazionale, rispetto a quella tedesca: “Questo gruppo è dedicato all’illustrazione del movimento diabolico (testuali parole, n.d.r.) del sionismo, degli  Illuminati, della Massoneria, del Nuovo Ordine Mondiale e di tutti i piani ebrei atti a  controllare e manovrare il mondo”.

Di tutto per tutti, insomma: si nominano come in un minestrone talmente tanti movimenti da avere ottime probabilità di ingraziarsi il favore di un discreto numero di persone: ogni parola di un lungo elenco, potenzialmente, può risvegliare un campanello di antipatia in qualcuno. Se questo qualcuno non ha basi ideologiche personali già radicate e comunque solide, quasi certamente sposerà volentieri la causa che considererà comune alla sua. Chi ha in odio la Massoneria, per chissà quali astratte teorie orecchiate in libricini spazzatura, tanto per fare un esempio, non si sentirà forse un eroe a sprecare almeno un clic per iscriversi al gruppo? Ma cosa c’entra mai con gli ebrei, la Massoneria? Forse, il nesso (ma piuttosto l’equivoca confusione) fra ebraismo e squadra e compasso è dato, per gli occhi e le menti degli ingenui, dal fatto che in ambito massonico ci si dedica alla decifrazione di scritti antichi sulla base dello studio delle tradizioni e delle lingue originali nelle quali sono stati pensati, fra le quali è importantissima quella ebraica.

Tutti i fondamenti, dunque, tutto sommato, delle moderne iniziative che bersagliano la popolazione ebraica, sembrano affondare le loro radici soprattutto in una forma di ignoranza e di superficialità di analisi che sono pericolose per chi ne è dotato, in primis, ed in secondo luogo anche per altri.

Ogni passata e presente “caccia alle streghe”, in senso lato, viene talvolta ripresa, secondo l’antico metodo che giocava sulle ataviche paure individuali e sui pregiudizi collettivi, e se ne fa un pretesto per portare avanti il proprio interesse rastrellando in giro forze che non apparterrebbero, in teoria, alla propria causa. In questo caso: raccogliamo gente che nutra oscuri ed appannati timori riguardo una sconosciuta cosiddetta Massoneria (avete provato, quando sentite questa parola riecheggiare in qualche animata discussione da bar, a fare un elementare sondaggio sul significato?), persone di un folto numero che temano i così chiamati Illuminati risvegliati (per intenderci, le ansie di questo caso riguardano i lettori di Dan Brown: una setta quasi completamente inventata e comunque del tutto mistificata si trova sotto questo nome nel suo romanzo “Angeli e Demoni”: la fiera dell’erudizione e del buon senso, al solito). Raccogliamo dunque, riprendendo il filo, le paure da commercio spicciolo del momento, quelle del popolo bombardato dalla pubblicità e dai luoghi comuni del momento, ossia la moderna trasposizione degli antichi pregiudizi contadini, e facciamone tutto un mucchio: il popolo sarà con noi, ci appoggerà, manderà a morte la strega picchiando duro. Perché la paura, si sa, moltiplica sempre le forze, dopo che l’ignoranza provvede, di volta in volta, a fomentare la violenza.

Il gruppo facebookiano continua, in ogni caso, con elenchi più lunghi rispetto a quello delle cose in astratto temute: quelli che riguardano le personalità note sentite nominare fra i banchi di scuola, alle quali ci si affida senza riserve.  Estrapolando pezzettini di discorsi e di scritti, l’associazione antisionistica presume di addurre fonti credibili che sembrano fatte apposta per dar ragiona alle sue motivazioni.

Ecco dunque John F. Kennedy fare il suo ingresso forzato sulle pagine del social network. “Senza il fenomeno mondiale del sionismo, potrebbe esserci la pace universale senza guerre, senza le militarizzazioni che mandano il mondo verso la bancarotta, la piena occupazione senza tasse sullo stipendio, senza la fame nel mondo, senza povertà, inflazione, recessioni  o crisi finanziarie, nessun debito pubblico e un basso indebitamento privato, ed il carico di tasse su reddito in eccesso e su patrimonio„. Il tutto, ovviamente, senza alcun riferimento al fatto che gli stessi Stati Uniti, di lì a breve, sarebbero usciti dalla confusione mondiale che sembrava regnare in quegli anni rinascendo con occhi del tutto nuovi riguardo la questione, manifestati visibilmente dal fatto che il figlio Robert Kennedy, “Bob”, era di parere del tutto opposto a quello paterno, e si schierò in pieno per la causa ebraica, anche a parziale riparazione dell’onta cui si era in precedenza esposta la sua famiglia.

Ma andiamo oltre: senza entrare nel merito di ogni altro illustre assente citato, ed a volte rigirato (nella tomba, nella frittata, nel discorso originario), ecco qualche altro illustre nome riportato, quasi rievocato a condannarci tutti se non ci iscriviamo col massimo rispetto ad un tal gruppo di cultura, ideali e sensibilità superiore. Arrivano dunque in aiuto George Washington, Napoleone, il noto uomo d’affari Henry Ford, l’imperatore tedesco Guglielmo II, Hilter che meriterebbe una ovvia trattazione a parte, il compositore Wagner, fino ad arrivare allo statista romano Divus Cassius.

Ecco qualche citazione riportata ad hoc per l’occasione: il già nominato Imperatore Guglielmo II di Prussia e Germania, secondo   un menzionato articolo del Chicago Tribune del 2 luglio 1922, sarebbe stato così citato: “Un ebreo non può essere un patriota vero. È qualche cosa di differente, come un cattivo insetto. Deve essere ritenuto diverso, ed isolato da un posto in cui può fare furberie, se necessario. Gli ebrei sono responsabili del Bolscevismo in Russia ed anche in Germania. Ero troppo indulgente con loro durante il mio regno. Mi rammarico amaramente del favore che ho mostrato ai banchieri ebrei prominenti.„ Idee quantomeno tardive e confuse, quelle dimostrate in anziana età da un sovrano che, durante il suo impero, all’atto pratico aveva scelto, probabilmente per convenienze che rendevano meno inaccettabile l’alleanza, una politica del tutto differente da quella poi vagheggiata.

Venendo ad Hitler, lui ovviamente, come espresso nel suo “Ultimo testamento”, con la guerra non c’entrava nulla. “Non è vero che ho desiderato io la guerra in 1939, né io né alcun altro in Germania. La guerra è stata provocata esclusivamente da quegli statisti internazionali che erano della partita ebrea o che hanno lavorato nell’interesse del giudaismo internazionale”.

Venendo all’invidia di un certo tipo di affarismo, è ovvio che non poteva mancare nelle pagine che vorrebbero istigare a pregiudizi di tipo razziale nei confronti di una categoria di persone notoriamente abili nelle finanze. Ecco dunque soccorrerci Henry Ford: “Gli ebrei hanno controllato sempre l’economia. L’influenza cinematografica degli Stati Uniti e del Canada è sotto l’esclusivo  controllo morale e finanziario dei manipolatori ebrei della mente pubblica.”

Ed ecco tutti i movimenti politici e culturali che, secondo il curioso e confuso gruppo, si rifarebbero alla matrice di “modelli depositari di un certo sionismo, che stanno raggiungendo gravi vette di conseguenze negative sulla storia dell’umanità di oggi”, un elenco fittissimo: si va dai conflitti fra civilizzazioni, alle  Guerre mondiali prima e seconda, alle correnti filosofiche dell’ateismo, dello scetticismo, dell’agnosticismo, del nichilismo, dell’anarchismo, per finire sulla teoria dell’evoluzione (evidentemente demonizzata anch’essa).

Come pure dipendono dagli ebrei gli altrettanto “demoniaci” fenomeni della globalizzazione, del comunismo, del capitalismo (come già notato, ce n’è per tutti gli opposti gusti). Dipende dagli ebrei anche il “Mito della guerra al terrorismo”, ossia all’Islam: cosa si intende, in questo caso? Non facile, venirne a capo. In ultimo, il movimento “Sionista cristiano” sarebbe un pericoloso baluardo ebraico.

Ed ecco le minacce per chi non vuol prestare ascolto: “La gente che rifiuti di esaminare la prova della verità, sarà destinata a soffrire le conseguenze di che bugie che andranno avanti nei giorni, nelle settimane, nei mesi a venire, per tutta l’umanità. Siete stati avvertiti”.

E si conclude l’arringa con il motto: “L’unione fa la forza. Siamo contro il Sionismo”. Che si ricerchi l’unione di più forze da qualunque parte provenienti, si nota dalla quantità di teorie e di fatti riportati, slegati del tutto fra loro se non per un arbitrario vincolo di etichetta antisionista che ad arte si appiccica ovunque quando si vuole.

Riportiamo anche noi, ad ogni buon conto, una citazione, l’unica, dal momento che il buon senso  e la predisposizione alla razionalità obiettiva hanno anch’essi bisogno di sostegno, attraverso la preparazione.  Giuseppe Franchetti, presidente dell’Associazione Sionistica Italiana, fa notare in un suo scritto, diffuso a seguito delle conferenze organizzate dal movimento: “A seguito del conflitto israelo-palestinese, che oggettivamente è solo uno dei tanti maledetti conflitti che insanguinano il pianeta, tutti i peggiori crimini degli antisemiti e dei nazisti – razzismo, pulizia etnica, genocidio, crimini vari contro l’umanità – sono ora attribuiti allo Stato d’Israele e agli ebrei. Quindi se siete contro il nazismo e i nazisti, dovete essere contro il sionismo e gli ebrei. Gli ebrei sono ancora una volta sistemati: cornuti e mazziati”. Uno dei paradossi storici per eccellenza: chi ha in odio il nazismo, deve nutrire lo stesso sentimento e la stessa opinione per gli ebrei. Controsenso? Semplice equivoco abilmente intrecciato, diremmo a ben vedere.

Ed una riflessione si affaccia spontanea alla mente, come un’ombra fuggitiva ma anche, soprattutto, come una considerazione pratica. Al di là delle eventuali critiche legittime che si potrebbero muovere al Sionismo in genere, ed a qualunque sua manifestazione, di cui non è questa la sede di discussione, potrebbe esserci il pericolo di veder risorgere sotto i nostri occhi, senza notarli, fantasmi del passato mai del tutto sopiti, e potenzialmente forti come un tempo?

Il metodo così  lampante con cui si cerca in molteplici occasioni di fare uso delle menti deboli, della mancata preparazione dilagante, delle nuove forme di analfabetismo culturale nascosto (quello che conosce l’abc e solo quello, ma si vuol spingere oltre a buon mercato, facendosi rifornire di una cultura già preparata da altri e condita, senza bisogno di studio o ragionamento), per portare avanti cause malcelate eppure per molti così equivocabili, non dovrebbe destare, se anche in questo “l’unione può far la forza”,  qualche lucido momento di pensiero?

Domande, nient’altro che storiche domande.

Simone Olivelli