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Avvenire attacca Feltri: “sconcezze e oscene allusioni”

Vittorio Feltri

E’ scontro tra il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, ed il quotidiano Avvenire, diretto fino a qualche mese fa da Dino Boffo.

Dopo la sospensione di sei mesi che l’ordine dei giornalisti della Lombardia ha riservato a Feltri (http://www.newnotizie.it/2010/03/26/il-caso-boffo-procura-a-feltri-6-mesi-di-sospensione/), quest’ultimo ha avuto una reazione piuttosto dura e dai toni non certo pacati. Il giornalista si è spinto a dichiarazione del tipo: “Mi dispiace di non essere un prete pedofilo o almeno un semiprete omosessuale o un conduttore di sinistra, ma di essere semplicemente un giornalista che non può godere, quindi, della protezione dei vescovi, ne’ diventare un martire dell’informazione” (per maggiori dettagli circa le dichiarazioni di Feltri consultare http://www.newnotizie.it/2010/03/27/feltri-in-confusione-fortunati-i-preti-pedofili-non-mi-fanno-parlare-di-boffo-dalla-cintola-in-giu/).

Pronta la reazione del quotidiano cattolico che si dipana attraverso la penna dell’attuale direttore Marco Tarquinio. Questi alcuni passi dell’editoriale di oggi: “Ieri sulla bocca di Feltri sono tornate sconcezze e oscene allusioni, anche contro la Chiesa. E questo è di una gravità intollerabile…Eppure Feltri dovrebbe averlo capito: il tempo è un giudice morale inesorabile, esalta i galantuomini ed è inflessibile con gli spacciatori di fango e di menzogne”.

Ma Tarquinio non si ferma qui e lancia una pesante stoccata anche allo staff di governo, reo, secondo Avvenire, di aver difeso Feltri senza considerare che il direttore de Il Giornale non avesse agito secondo deontologia professionale: “Peccato per gli uomini politici e di governo che ieri sono stati così avventati da tenere bordone finendo per difendere la sua [di Feltri, ndr] pretesa d’impunità e dimenticando che in questa storia l’unica vittima è stato Boffo”.

Ma forse il passo più duro Tarquinio lo riserva in apertura del proprio editoriale dove, in modo più o meno esplicito, da il proprio giudizio morale sul Feltri giornalista: “Pochi lo sanno, pochi ci credono, ma anche i giornalisti hanno il loro tribunale. Un tribunale morale, ma con un potere vero. Se qualcuno di noi scrive «falsamente» e mette in circolo «informazioni non vere» e perciò «viola la dignità e l’onore» di una persona «compromettendo il rapporto di fiducia tra stampa e lettori» e tutto questo viene provato, per lui scattano sanzioni. E la sua colpa viene proclamata al cospetto dell’opinione pubblica”.

Valeria Panzeri

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