Confronto Bonino-Polverini

Ieri nella redazione del Messaggero, Emma Bonino e Renata Polverini, candidate alla presidenza del Lazio, hanno messo i loro programmi a confronto.

Emma Bonino ha parlato delle iniziative sociali per la riduzione della povertà. Il Lazio è stata l’unica regione in Italia ad aver introdotto il reddito minimo, seppur per pochi soggetti, strumento che la candidata radicale vuole portare avanti. La Bonino ha sottolineato la volontà di trasparenza, elemento su cui ha basato la sua campagna elettorale: “Credo che la Regione debba rendere tutto pubblico: ad esempio l’elenco delle aziende di servizio. Rendendo tutto pubblico scopriamo anche dove sono le sacche di sprechi. Ma sul lavoro, sui precari, la Regione, non essendo un’isola indipendente, si interfaccia con le politiche nazionali. Faccio un esempio: nel piano c’era la stabilizzazione dei precari della sanità che poi è stata bloccata invece dalla legge finanziaria”. “Bisogna utilizzare – ha aggiunto – lo strumento del project financing. La ferrovia Roma-Viterbo può andare in calendarizzazione nei primi cento giorni: in project financing. Sono convinta che in molti settori o andiamo in situazione di co-finanziamento dei privati oppure, se aspettiamo tutto dal pubblico, non andremo da molte parti. Sulle infrastrutture c’è un problema di sblocco del Cipe: la Roma-Latina, la Civitavecchia-Orte. Il Cipe però ha detto che sul Lazio fa tutto dopo le elezioni, non so se vuole vedere chi vince”. L’ultimo punto forte del programma di Emma Bonino è rappresentato dalla riduzione dei costi della politica: “Faccio un esempio: i consiglieri regionali hanno il vitalizio a 55 anni. Trovo che almeno allinearsi a deputati e senatori non sia un così grande sacrificio. Infine, credo che come ha fatto il presidente Fini per la Camera anche la Regione debba rendere tutto pubblico: ad esempio l’elenco delle aziende di servizio. Rendendo tutto pubblico scopriamo anche dove sono le sacche di sprechi. Ma sul lavoro, sui precari, la Regione, non essendo un’isola indipendente, si interfaccia con le politiche nazionali. Faccio un esempio: nel piano c’era la stabilizzazione dei precari della sanità che poi è stata bloccata invece dalla legge finanziaria”.

Il programma di Renata Polverini punta sulle infrastrutturre: “prevedo tutta una serie di opere, dagli interventi infrastrutturali al piano casa, dove c’è una disponibilità di capitale privato a fronte di regole che la Regione può mettere in campo. Molte risorse, ad esempio, si possono recuperare dall’abbattimento dei costi della burocrazia. Per esempio, nel campo della sanità, le Asl, che oggi sono 12, passeranno immediatamente a 8, per arrivare a 6 nell’ambito della legislatura. Questo comporterà anche una revisione di tutti quegli strumenti, di tutte quelle società su cui la Regione oggi può contare, che molto spesso servono soltanto per mettere in campo ulteriori poltrone e ulteriori stipendi, ma non sono utili al sistema né economico e né sociale. Sul piano dell’occupazione la Regione può fare tanto: intanto impostando una serie di priorità sui territori dai quali vogliamo ripartire”. Anche la candidata del Centro Destra parla di ammortizzatori sociali: “la Regione può integrare il reddito di chi ha perso recentemente il lavoro: sicuramente la mia Regione lo farà, anche sulla base delle difficoltà delle famiglie e quindi premiando maggiormente quei lavoratori che hanno un nucleo familiare in maggiore difficoltà economica, che hanno più carichi familiari. Ci sono anche altre misure che ho messo in campo per la stabilizzazione dei lavoratori precari, premiando quelle imprese private che stabilizzano per esempio lavoratori over-35 che già da almeno tre anni si trovano in condizioni di instabilità”.

Stefano Bernardi