Contro l’obesità bisogna puntare ai probiotici

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:51

Contro l’obesità, secondo Cesare Sirtori, docente di Scienze farmacologiche all’Università di Milano e presidente della Società italiana di nutriceutica (Sinut), occorre alterare la flora intestinale con alimenti e integratori a base di probiotici, in modo da “depotenziarla” per far sì che assorba di meno e “scarti” di più. Questa dovrebbe essere la grande sfida contro l’obesità, quella che si propone la Società italiana di nutriceutica della ricerca sui nutriceutici, gli integratori e tutti i cibi arricchiti a scopo terapeutico. I nutriceutici possono essere di aiuto in tanti altri settori, in particolare contro i fattori di rischio cardiovascolari.

«Siamo figli dell’uomo delle caverne – sottolinea Sirtori – che però, mangiando poco, aveva bisogno di una flora intestinale molto ‘digestiva’ che assorbisse tutto». «Abbiamo ereditato, quindi una flora intestinale molto efficiente, che però non ci serve. Ci converrebbe, piuttosto avere batteri meno efficienti che ci facessero assorbire di meno e buttare via di più. Perdere i chili così, sarebbe naturale».

I Nutriceutici sono sostanze naturali ad attività antiossidante che contengono contemporaneamente componenti nutrizionali, come vitamine, minerali, oligoelementi, aminoacidi, e componenti terapeutici o fitochimici (enzimi, alcaloidi, ecc.).

Qualcuno dice che i nutriceutici rappresentano una via di mezzo tra alimento e farmaco, in ogni caso essi vanno a completare l’alimentazione e a correggerne le carenze, con forza paragonabile a quella di un farmaco ma per essi non occorre una prescrizione medica

I probiotici specificamente sono prodotti che comportano l’aggiunta diretta di batteri ¨buoni¨ nella dieta e secondo Sirtori bisognerebbe puntare su questi più che su qualunque altro farmaco per combattere l’obesità. Il farmacologo, infatti, dichiara che “i farmaci, in questo settore, hanno fallito”.

«Disponiamo oggi – ha concluso l’esperto – di prodotti utili per controllare il colesterolo (in particolare quelli a base di soia e di lupino) e perfino per controllare la pressione. Su questi prodotti si punterà molto, ne sono certo, nel prossimo decennio».

Caterina Cariello