Earth Hour 2010: luci spente su Fontana di Trevi

L’ “Earth Hour” spegnerà – tra oggi e domani – oltre 4 mila città di 125 Paesi diversi, coinvolgendo più di 1.270 icone mondiali. Un black out momentaneo, che attraversa il pianeta, per ricordare l’importanza dell’ambiente e la necessità di spingere verso una svolta che conduca al risparmio energetico e alla lotta dei cambiamenti climatici.

L’ Ora della Terra, l’iniziativa battezzata nel 2007 a Sidney, congiungerà quest’anno idealmente le due estremità del Pianeta, coinvolgendo la Davis Station in Antartico e la citta’ di Longyearben, la più settentrionale del globo. Tra le nazioni che partecipano per la prima volta al “giro del mondo a luci spente”: il Madagascar, il Kosovo, il Nepal, la Mongolia, la Cambogia, la Repubblica Ceca, l’Arabia Saudita, il Paraguay e l’Ecuador.

L’appuntamento in Italia è per le ore 20.30 di questa sera quando le luci si spegneranno su Fontana di Trevi. Insieme ai monumenti artistici più noti, si spegneranno per un’ora alle 20.30 di ciascun Paese anche uffici, scuole, alberghi ed edifici privati, in un girotondo senza confini che permetterà di accendere la speranza di un mondo più pulito e sano.

Tra le bellezze planetarie coinvolte per la prima volta nell’Earth Hour, oltre alla Fontana di Trevi, anche la Citta’ Proibita a Pechino, la torre piu’ alta del mondo, il Burj Khalifa a Dubai di oltre 800 metri e il Ponte sul Bosforo. La partecipazione prevista negli Stati Uniti è staordinaria, con un numero di persone coinvolte stimabile intorno agli 80 milioni. Luci spente su tutti i luoghi simbolo dell’America: dall’Empire State Building al Golden Gate, dall’osservatorio spaziale di Seattle alle Sears Towers di Chicago, senza dimenticare le grandi catene commerciali.

“Questa iniziativa – ha detto Carter Roberts, amministratore delegato di “World Wildlife Fund”, l’organizzazione che ha lanciato l’Earth Hour a Sidney nel 2007 – riflette la consapevolezza sempre maggiore che il riscaldamento della Terra è un problema reale e che bisogna agire subito”.

Maria Saporito