Fallimento alla XV Conferenza della Cites

Si è conclusa giovedì 25 marzo a Doha la quindicesima Conferenza delle Parti della Cites, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie a rischio. Il risultato? Un totale fallimento. La proposta di inserire alcune specie a rischio, come il Tonno Rosso del Mediterraneo, il corallo e diverse specie di squali, nelle liste Cites è stata respinta.

Particolarmente amareggiato è il commento di Serena Maso, responsabile del settore pesca dell’associazione ambientalista Marevivo: ”Le Parti contraenti hanno ceduto alle pressioni politiche fatte principalmente, ma non solo, dal Giappone, anteponendo di fatto gli interessi economici e commerciali a quelli della salvaguardia della biodiversità marina. Il mancato accordo sulla protezione di specie quali il tonno rosso e gli squali, fondamentali per la salvaguardia dell’equilibrio dell’ecosistema marino, e’ una grave sconfitta, che non tiene in considerazione gli allarmi lanciati da tempo dagli esperti scientifici. Oltre l’80% degli stock del tonno rosso del Mediterraneo, la specie piu’ utilizzata per la preparazione del sushi e di cui il Giappone e’ il maggior importatore al mondo, e’ sovrasfruttato e prossimo all’estinzione. Stessa sorte per il corallo rosso e gli squali, in particolare lo smeriglio e lo spinarolo, che erano stati proposti nell’Appendice II della Cites. Con un cambio di rotta dell’ultimo momento – conclude la Maso – e’ stato clamorosamente respinto il loro inserimento nella Cites, nonostante l’allarme lanciato dalla comunita’ scientifica e dalla stessa Unione Europea e dall’Italia che ne appoggiavano la protezione”.

Secondo Rosalba Giugni, presidente di Marevivo: ”la parola passa ora ai Governi nazionali e all’Unione Europea che con un atto di responsabilita’ devono adottare subito adeguate misure di gestione, tutela e ripopolamento delle specie su basi scientifiche”. La Giugni lancia poi anche la battaglia che la sua associazione porterà avanti nei prossimi mesi: ”il 2010 e’ l’anno della biodiversità e Marevivo ha scelto proprio gli squali, oggi alcuni tra gli animali marini maggiormente in pericolo, come simbolo dei predatori-predati, vittime dell’ingordigia umana”.

di Roberto D’Amico