Fini prende le distanze dalla Francia: io e Silvio insieme da 16 anni, l’unione continuerà

Non finiremo come in Francia dove l’ultimo insuccesso elettorale ha determinato la rottura politica tra il presidente Sarkozy e De Villepin. Ad assicurarlo, nel giorno che precede l’apertura delle urne in 13 regioni italiane, è il presidente della Camera, Gianfranco Fini. “E’ vero che io e Silvio siamo profondamente diversi, come loro  – ha ammesso oggi l’ex leader di An – ma loro non hanno fondato insieme un partito“. Un ragionamento, quello del presidente della Camera, che rimanda alle abitudini di certe coppie che, pur fiaccate da incomprensioni e divergenze, decidono comunque di rimanere insieme per “rispetto” al figlio concepito. “Da sedici anni affrontiamo i problemi – ha continuato Fini – e da sedici anni troviamo una soluzione”.

Le ultime dichiarazioni di Berlusconi sulla “ricchezza” che può derivare dalle differenze interne a un grande partito come il Pdl sono molto piaciute al presidente della Camera. ” Sono parole confortanti – ha detto – che devono adesso essere tramutate in fatti. Tuttavia il ragionamento di Berlusconi testimonia che l’uomo non è uno sprovveduto, che è cosciente della complessità di un partito del 35-40%”.

Ma tanta ostentata armonia non esclude che tra i due co-fondatori esista l’urgenza di un confronto schietto e diretto, teso a scandagliare distanze e tensioni. “Dopo le elezioni – ha proseguito Fini – ci vedremo e parleremo per capire cosa si può fare. Non è una questione di umori né di sentimenti, che peraltro non hanno mai guidato le nostre scelte politiche. E questo vale sia per me che per Silvio”.

Un confronto ormai improcrastinabile, che passerà in rassegna tutti i nodi che hanno apparentemente messo in crisi l’unione cementata dai due. Tra i problemi da risolvere, il rapporto con la Lega: “Un problema da valutare  – ha anticipato Fini – tenendo comunque presente che considero strategica l’alleanza con la Lega, non solo per il Nord ma per l’Italia intera. Allearsi però non vuol dire assumere le stesse posizioni“.

E sulle elezioni? Il presidente della Camera  si è detto “abbastanza ottimista” sul risultato previsto per il suo partito, prefigurando addirittura la possibilità “di tornare a conquistare alcune importanti regioni del Centrosud, dove abbiamo vinto alle politiche”. L’unica preoccupazione risiede nel rischio astensionismo: “I toni accesi della campagna elettorale – ha spiegato il co-fondatore del Pdl – possono provocare disaffezione, ma non ne scaricherei la responsabilità su Berlusconi o su Bersani”.

“Le campagne elettorali – ha continuato il presidente dei deputati –  fisiologicamente, tendono a essere sopra le righe. E comunque le percentuali di votanti in Italia restano sempre tra le più alte d’Europa. Da noi non finirà come in Francia – ha concluso Fini – In tutti i sensi“.

Maria Saporito