I finalisti di Amici 9. Matteo: gli davano dell’asino, ha duettato con Massimo Ranieri


La seconda fase del programma inizia con Matteo, primo ad entrare al serale. ‘La promessa’ è l’inedito scritto per lui da  Francesco Tricarico.

Sulle note della splendida canzone, il ragazzo racconta i suoi esordi musicali: “Quando ho iniziato a cantare avevo 4 o 5 anni ma non mi piaceva la mia voce al microfono e la prima volta che ho cantato davanti alla gente penso fosse in quarta elementare – e ancora sulla rigidità dei suoi studi –  Facevo i corsi estivi al Conservatorio e davanti a 20 persone mi si diceva asino, non farai mai niente e spesso capita che scoppi a piangere dopo queste cose. Poi dopo che una volta ho reagito, dimostrando ciò che sapevo fare, lo stesso professore che mi aveva dato dell’asino mi ha detto ‘bravo, hai fatto quello che ti ho detto”.

Dunque un percorso di studio improntato sulla severità che ha dato al ragazzo un atteggiamento rigoroso, spesso frainteso. La sfida con Pier Davide e le accuse dei bianchi sulla sua ipocrisia, sono temi ricorrenti delle ultime puntate. Ma ad addolcire momenti non sempre lieti, prima dello sbarco in finale, arrivano i duetti. Il primo con Teona Dvali all’insegno della bravura tecnica (“Sei bravissimo, hai una bellissima voce”), il secondo con Massimo Ranieri contraddistinto dall’emozione.

Questa è stata un’emozione impagabile”, ricorda il ragazzo riascoltando La voce del silenzio, e la sua risposta all’autore che gli chiede cosa senta in questo momento, dimostra tale sensazione non è passata: “Lo sai che non piango mai, ma, se potessi tirar fuori quello che ho dentro, piangeresti anche tu”.

“Rimpianti?”.
“Nessuno, forse non aver goduto di salute ferrea per tutto il periodo. Sul resto farei tutto da capo. Ho fatto tutto col cuore. Sono meticoloso, studio, ma tutto è venuto dal cuore”.

“Vincerai?”
“Lunedì voglio cantare per divertirmi. Il fatto di vincere o non lo puoi controllare tu. Devi solo dare tutto”.