I finalisti di Amici 9. Matteo: l’assenza di rivali e la sfida pop


Ultimo, ma non per importanza, Matteo è chiamato a ripercorrere in tappe i tanti mesi che lo hanno portato alla finale. Tanti, perché il tenore è stato il primo ad essere selezionato a maggio.

“I fantastici quattro e sono uno di loro”. “Ci credevi?”, chiede Luca, “Non del tutto. Ho lavorato e ci ho creduto ma che me lo aspettassi no”, risponde il tenore.
“Tu sei stato il primo ad avere la maglia, prima che il programma partisse” , ricorda l’autore.

E si ,era il lontano maggio 2009 e Matteo stupì e impressionò cantando Miserere. Da lì, l’idea di introdurre la lirica nella scuola e di prendere come allievo, ovviamente, lui. Si prova a raccontare l’opera ad  Amici, ma oltre alla bravura, colpiscono la sua simpatia e la sua camminata da lirico. Non solo musica classica, Matteo si dimostra all’altezza della situazione anche nel pop di Who wants to live forever ed è il primo ad entrare al serale.

“Fantastico, è bellissimo rivede ste cose qua. Non te ne rendi conto quando le fai, ma rivederle è fantastico”. L’rvm commuove il modenese, meno impassibile del solito.
“Com’è aver fatto questo percorso per te che vieni da studi diversi” chiede Zanforlin, e Matteo risponde senza incertezze: “Qui ho imparato ad essere molto reattivo, a godermi i moment molto più di prima. Prima ho solo studiato, qui mi sono goduto la gente, l’adrenalina”.

Eppure, stuzzica Luca Zanforlin: “Tu non hai avuto grossi competitori, sei stato tu il tuo competitore”.
“Assolutamente, ed è stata una grande sfida. Non essendoci un altro tenore ho dovuto trovare una mia dimensione anche nel pop e ho trovato uno spiraglio discografico. Ciò mi affascina e spaventa”.