La riscoperta letteraria di Edgar Allan Poe: tra nebbie, misteri e orride atmosfere

Il 19 gennaio 1809 nasceva a Boston uno dei più importanti scrittori dell’intera letteratura americana. Poeta raffinato e romanziere originale, Edgar Allan Poe si accomoda in uno dei troni riservati alle figure preminenti dell’intero canone culturale della storia dell’umanità. Una carica assegnatagli universalmente da generazioni di appassionati e studiosi che hanno posato i loro occhi sulle sue molteplici e varie opere. Precursore di generi letterari, Poe, delinea con le sue complesse elaborazioni un nuovo modo di narrare, determinando nuovi orizzonti per le generazioni future di scrittori. Al suo nome viene fatta risalire la nascita del romanzo poliziesco (con il racconto Il delitto della Rue Morgue del 1841) e la caratterizzazione del primo vero investigatore o detective, Dupin, operante al fianco degli organi di polizia nella risoluzione di misteri e avvenimenti apparentemente irrisolvibili.

Amante dell’arcano e del sorprendente, maestro dell’orrido e del macabro,creatore di atmosfere definibili quasi come gotiche, lo scrittore statunitense è un fine indagatore della psicologia umana e delle sue ossessioni arrivando a descrivere le peculiarità più nascoste delle persone, spesso celate nell’interiorità più remota della loro anima.

Individuo dal carattere difficile, Edgar allan Poe divide i suoi studi tra Inghilterra e Stati Uniti con risultanti spesso altalenanti. L’espulsione da uno degli istituti frequentati e i debiti contratti nel periodo giovanile sono palesi prove della sua irrequietezza e del suo scapestrato modo di vivere, derivanti probabilmente dal suo status di orfano e dalle problematiche vissute con i suoi genitori adottivi. Fino al 1835 scrive brevi racconti che vengono pubblicati a puntate nei giornali e nelle riviste del tempo, ottenendo cosi un mezzo di sostentamento che gli permette di lavorare con maggiore alacrità e impegno. Negli annisuccessivi lo scrittore americano incontra i favori del pubblico imbattendosi nel successo letterario tanto agognato:

La storia di Gordon Pym (1838), I racconti del grottesco e dell’arabesco (1840) Lo scarabeo d’oro (1843) Il corvo e altre poesie (1845) sono solo alcuni dei molteplici scritti che gli garantirono la massima popolarità. Mostrano inoltre la grande versatilità dell’autore che redige, ottenendo lo stesso plauso del pubblico, poesie, racconti e romanzi. Nonostante l’arrivo del riconoscimento e della fama, Poe non riuscì a condurre una vita più regolata. Era costantemente sulla soglia della povertà e i problemi familiari acutizzarono il suo covato malessere. La morte della moglie lo fece sprofondare nel baratro dell’alcool e dellaperdizione fino a che, il 7 ottobre 1849 venne trovato delirante e vaneggiante sulla banchina del porto di Baltimora. Morì in ospedale pochi giorni dopo con il referto medico che segnalava una presunta emorragia cerebrale. L’alone di mistero che l’autore diffuse nelle sue opere intride anche la sua stessa fine, dal momento che trovò la morte come uno dei personaggi fuoriusciti dalla sua penna talentuosa: una dipartita apparentemente facile da diagnosticare ma allo stesso tempo offuscata da ombre sinistre e nebbiose.

Alessandro Frau