L’hacker di Twitter: sono un pirata gentile, nessun intento distruttivo

Fran?ois Cousteix, meglio conosciuto come Hacker-croll, si definisce un “pirata gentile” senza alcun intento distruttivo.

Il 24enne francese, balzato alle cronache per avre violato gli account del social network Twitter del presidente Obama e di Britney Spears (ma, a quanto pare, non solo i loro), prova a giustificare il suo gesto descrivendolo come una semplice azione dimostrativa. 

Il giovane ha spiegato alla France Press che la sua sola intenzione era quella di mettere alla prova la vulnerabilità del sistema senza secondi fini: «Qualsiasi sistema è vulnerabile. Non sono un hacker. Casomai un pirata gentile. Non ho agito per fini distruttivi. Non ho voluto danneggiare l’azienda. Ma solo avvertire, mostrare le falle del sistema».  Cousteix è un ragazzo dal viso pallido, magro e dalla folta chioma e con un aspetto adolescenziale. Vive con i suoi genitori a Beaumont, un centro di 12.500 abitanti nei pressi di Clermont-Ferrand, nel centro della Francia. E’ un ragazzo introverso, disoccupato, che passa le giornate davanti al pc e, nonostante non abbia una particolare preparazione informatica, è accusato di aver violato migliaia di profili twitter.

Nella giornata di martedi scorso le autorità francesi, con la collaborazione dell’Fbi, lo hanno arrestato. Il “pirata gentile” ha spiegato di aver scelto come nickname quello di Hacker-croll in onore del programmatore del videogioco Pac- Man.

Le autorità sarebbero riuscite a scoprire le scorribande on-line di Cousteix a causa di alcune sue leggerezze. Il giovane aveva infatti creato un blog sul quale raccontava le sue imprese e in un’intervista rilasciata al sito internet Zataz.com si era lasciato abbandonare alla descrizione del metodo che utilizzava per violare gli account di Twitter.

Fran?ois Cousteix è stato rilasciato dalla polizia in attesa di comparire in tribunale il 24 giugno prossimo. Il ragazzo che è riuscito ad infiltrarsi anche nel profilo Twitter di Evan  Williams, fondatore del social network, rischia fino a due anni di carcere e 30 mila euro di multa.

Stefano Valigi