Mi Manda RaiTre, va in onda la pedofilia

Andrea Vianello

Lo scandalo dei preti pedofili non è un affare solo statunitense o irlandese. E lo ha ricordato ieri sera la trasmissione Mi manda RaiTre, condotta da Andrea Vianello.

La puntata è stata infatti focalizzata su ciò che avvenne tra gli anni cinquanta e la metà degli anni ottanta all’istituto per sordi Antonio Provolo di Verona. E ciò che successe, almeno secondo alcuni ex ospiti, torna nuovamente a scuotere le coscienze di tutti. Ieri sera Gianni Bisoli, Dario Laiti e Alessandro Vantini, oggi ormai pensionati e in passato ospiti dell’istituto, hanno dichiarato che il loro soggiorno al Provolo fu funestato da atti di violenza sessuale, subiti anche in tenera età. E coloro che si macchiarono di tali atti furono alcuni preti che operavano nella struttura stessa.

L’episodio non era sconosciuto dato che L’Espresso aveva già, in passato, portato alla luce la vicenda.

Le parole spese dai tre involontari protagonisti della storia sono state piuttosto crude e toccanti: “Sono diventato sordo a otto anni. A nove sono arrivato al Provolo e tre mesi dopo sono iniziate le violenze”. Ma non si sono fermati qui. Hanno infatti deciso di fare nomi e cognomi perché vogliono giustizia.

A difendere il mondo ecclesiastico c’era in studio Monsignor Bruno Fasani, il quale ha cercato di giustificare il ritardo con cui la Chiesa sia intervenuta: “Non diamo per scontato che siano dei pedofili”, adducendo come giustificazione anche il fatto che fino ad oggi non fossero noti né i “nomi degli abusati nè degli abusanti”.

In un momento di oggettiva difficoltà per gli ambienti clericali, questo ennesimo caso di, per ora presunte, violenze sessuali su minori potrebbe gettare altre ombre sulla Chiesa. Se provata, la vicenda in questione rappresenterebbe il più grosso scandalo in cui la Chiesa sia mai stata coinvolta in Italia per quanto riguarda la pedofilia.

Valeria Panzeri