Nuova commedia dei Vanzina sulle intercettazioni ed il malcostume. Il regista: “Ci vuole una rivoluzione”

Fa un certo effetto sentir parlare Carlo Vanzina di “rivoluzione”. Lui, un grande protagonista del cinema popolare italiano, sempre lontano e disimpegnato, ora si sbilancia e dice la sua confessando di auspicare un cambio radicale dei costumi in Italia. Il regista è oggi assieme con il fratello sceneggiatore Enrico Vanzina al cinema Adriano di Roma per la presentazione dell’ultimo lavoro: la commedia corale ‘La vita è una cosa meravigliosa’. La storia del film è sviluppata tutta attorno a delle intercettazioni, attraverso cui il poliziotto interpretato Enrico Brignano entra in contatto con temi particolarmente caldi, come banchieri furbi e malasanità.

Negli ultimi anni le intercettazioni telefoniche sono state al centro di numerose vicende legate alla politica, al costume e più in generale alla società italiana e proprio su queste Carlo Vanzina si mostra particolarmente indignato. “Quello che è più scioccante, che mi ha colpito di più – dice -, nelle intercettazioni vere è la volgarità con cui la gente parla: parolacce, donne trattate come una merce… se siamo ormai assuefatti a tutto questo, allora ha forse ragione Monicelli, ci vuole una rivoluzione“. Dichiarazioni forti quelle del regista, che come detto è sempre stato al di fuori da questo tipo di considerazioni ma che stavolta dice la sua. Anche la sua ultima commedia, che arriverà nelle sale cinematografiche il 2 aprile, è un po’ diversa rispetto al solito; manca anzitutto il classico cinismo dei fratelli Vanzina e poi i personaggi avranno una sorta di riscatto nel finale, in cui domineranno i buoni sentimenti. Non ci saranno mariti che tradiranno le mogli né le solite ragazze siliconate a mettere in mostra la loro mercanzia; il malcostume è il tema principale, con tangenti, frodi bancarie e quant’altro, ma è comunque l’onesta la vera trionfatrice.

“E’ uno dei film più riusciti della mia carriera – confessa il regista – A ispirarmi è stato ‘Le vite degli altri’ “. “Un’opera onesta – aggiunge il fratello Enrico – in cui parliamo dell’Italia. Siamo gli unici a farlo. Noi italiani in questi anni abbiamo accumulato una serie di difetti: tutti scelgono di prendere delle scorciatoie. Ma poiché il cinema permette di spostare leggermente l’occhio, i personaggi alla fine fanno scelte di vita che cambiano tutto. Basta pensare al titolo che abbiamo scelto: per noi, una vera e propria scelta di campo”. Per spiegare poi il buonismo ed il felice finale in netta contrapposizione con la brutta realtà trattata, Enrico Vanzina prosegue e dice: “Se tutti sono cattivi allora diventa più interessante far vedere come alcuni di questi cattivi possano recuperare la propria dignità”. Sulle vere intercettazioni il suo parere è che “non andrebbero pubblicate, perché possono essere fraintese“.

Il cast è un insieme di grandi volti della commedia italiana, con Enrico Brignano che interpreta un poliziotto alle prese con le intercettazioni di Antonio (Vincenzo Salemme), presidente di una banca romana ammanicato con il mondo dei politici e Gigi Proietti nei panni del ricco medico sposato con Elena (Nancy Brilli); ci saranno poi anche Luisa Ranieri, Virginie Marsan (figliastra di Enrico Vanzina nella realtà) ed Emanuele Bosi.

Salemme non è proprio in linea con il pensiero dei Vanzina di un Italia in degrado. “Pensate che sia peggiorata? – domanda – ma io già da bambino vedevo cose terribili. A Napoli Lauro comprava voti coi pacchi di pasta, per non parlare dell’abusivismo che ha rovinato la mia città… allora come adesso, è sempre un problema di coerenza individuale: pagare le tasse, non rubare”.

Andrea Camillo