Pechino: contro i cumuli di rifiuti maleodoranti sparano deodorante con i cannoni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:26

In un paese vicino a Pechino, precisamente a Chanping, è stata intrapresa una protesta molto particolare. La zona che dista circa 35 km dalla capitale ospita una delle discariche più grandi della regione, quella di Auwei, che affligge gli abitanti della zona con i suoi miasmi mefitici. Per risolvere questo dilemma l’amministrazione comunale ha pensato di utilizzare un “rimedio” umano. L’uso del deodorante.

Per mettere in pratica questo piano verranno costruiti dei cannoni speciali, frutto di tecnologia Europa e più precisamente tedesca- italiana. Essi diffonderanno nell’aria litri di fragranza, capace di coprire una distanza di 50 metri e migliorare in qualche modo la vivibiltà del quartiere. Esponenti del comune hanno sottolineato che si tratta di una soluzione temporanea in attesa di un provvedimento radicale e definitivo.

Esattamente come accaduto in Italia (a Napoli) i rifiuti hanno ormai invaso la città in lungo e largo. Il fotografo freelance Wang Jiulinag, sta diffondendo questa vergogna servendosi di Google earth e un sistema gps. Egli ha indviduato 2300 fra discariche legali e illegali nella cerchia della capitale cinese. Ad esempio, la stessa discarica di Asuwei immagazzina una quantità di rifiuti pari a 3800 tonnellate al giorno, quando la sua capacità registrata è circa la metà, 1800 tonnellate. Un problema gravissimo se si tiene conto del fatto che la produzione di rifiuti annuale è in costante aumento, anno dopo anno. le cifre parlano di un incremento dell’8% all’anno, quasi lo stesso ritmo del pil cinese. Basti pensare che solo nella città di Pechino si producono quasi 17mila tonnellate al giorno di rifiuti da smaltire, prodotti dai suoi 176 milioni di abitanti.

La soluzione proposta dal governo centrale e nazionale riguarda la sostituzione delle discariche con degli inceneritori. Un’opzione che però si scontra con le associazioni ambientaliste e con le popolazioni locali che vedono nelle strutture dei pericoli ancora maggiori per la salute, denunciando la possibile contaminazione dell’aria. In tal modo si passerebbe solo dalla padella alla brace, senza allontanare il dilemma vero e proprio.

Alessandro Frau