Punito all’asilo: denudato dalla maestra e picchiato dai compagni

Provincia di Ferrara, 27 marzo. Un bambino di sei anni, iscritto ad un asilo pubblico, sarebbe stato costretto più volte dall’inizio dell’anno a subire umiliazioni e percosse  dai suoi compagni. Veniva così punito da parte della maestra, il piccolo che, a quanto pare, da parte sua aveva dato ai grandi, ed anche un po’ ai piccini, il bel daffare di un caratterino un po’ troppo vivace.

Per l’esattezza, la punizione consueta per il bambino in questione consisteva nel denudarlo, da parte della sua insegnante, ed esporlo al centro della classe, centro dell’attenzione degli sguardi e dello scorrere degli spifferi d’aria dell’istituto. In un secondo momento, l’abitudine era di invitare il resto dei componenti della classe a picchiarlo.

Mattinate poco divertenti, come è lecito supporre, quelle che passava l’avventuroso bambino che, a quanto pare, un po’ vivace di suo già lo era, ed un altro tantino lo è dovuto diventare passivamente, per decisione di chi gli ha movimentato non poco la vita e la scolastica routine.

Il piccolo è ora stato trasferito in un’altra scuola materna, mentre l’insegnante, che si è dimessa,  è indagata dalla procura dei Minori per il reato penale di maltrattamenti verso fanciulli. Il grave reato si perpetrava, secondo le notizie che al momento abbiamo, dall’inizio di quest’anno, ma è noto solo dallo scorso 5 marzo ad altri che non fossero l’imputata ed i fanciulli presenti.

Sembrerebbe infatti che un compagno, uno solo, della classe del piccolo abbia avuto lo spontaneo coraggio di parlare in casa di quanto avveniva al suo piccolo amico. I genitori del bimbo così originalmente maltrattato, poi, avrebbero saputo la cosa dal dirigente del circolo didattico, che li aveva convocati inizialmente, tre giorni prima, per comunicar loro l'”estrema difficoltà” del piccolo “a gestire i suoi stati emotivi”, e per consigliare di rivolgersi per una visita ad un neuropsichiatra infantile.

Ebbene, tre giorni dopo, il 5 di marzo, i genitori del bambino decisero di chiedere al dirigente del circolo didattico il nulla osta per il trasferimento in un’altra scuola materna, scoprendo solo allora, per bocca dello stesso dirigente, quanto era avvenuto nell’istituto dal quale stavano per ritirare il figlio.

Gli “estremi disagi emotivi” riscontrati nel bambino, dunque, sono tutti suoi originariamente, o la loro accentuazione deriva proprio da quanto subiva nelle mattinate scolastiche? Tutto ancora molto oscuro questo caso, che di sicuro lascia molto pensare. Se di visita neuropsichiatrica si parla, di sicuro il piccolo si presume ne abbia ormai bisogno. Ma con tutta probabilità non è l’unico di questa vicenda a nutrire tale necessità.

Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, e consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia, interviene così: “Non saranno sufficienti le dimissioni, né tantomeno l’indagine scolastica. Indurre bambini a picchiare un coetaneo è da codice penale, che fidiamo venga applicato alla lettera”.

S. K.