Regionali: La Cei contro Emma Bonino

La Conferenza Episcopale Italiana cerca l’ingerenza nel voto per le elezioni del presidente della regione Lazio. Il dibattito tra Cei e Bonino è entato, alla fine, nel dibattito pre voto. Per il direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio, anche l’aborto è tra “i grandi temi che sono dentro i compiti amministrativi della regione” e che quindi le parole del Cardinal Bagnasco a riguardo non devono essere viste come “un’ingerenza basata su teorie e non su problemi pratici”. Secondo Tarquinio la posizione anti abortista è un “valore non negoziabile“. Il direttore di Avvenire ha fatto il coro al Cardinale: “In una societa’ civile non possiamo pensare che senza valori fondativi sia possibile costruire giustizia, sia possibile realizzare equità, sia possibile garantire i diritti di tutti. Se non si parte da un’idea vera della dignita’ della persona umana, non si capisce tutto il resto. Se non si accetta il valore fondante del rispetto della vita, della vita umana, non si riesce ad articolare compiutamente nessun altro valore forte”.

Col passare delle settimane si fa sempre più strada l’ipotesi che Emma Bonino possa vincere le elezioni di Domenica e Lunedì. Se la candidata radicale vincesse si creerebbe senza dubbio una situazione scomoda per la chiesa cattolica; l’idea che una radicale sia presidente della regione in cui risiede il Papa, disturba i piani alti del Vaticano e tra i vescovi qualche protesta sale di tono. E’ proprio in questo contesto che vanno inserite le ultime parole del Cardinal Bagnasco pronunciate pochi giorni prima del voto. La risposta di Emma Bonino è da manuale: “L’aborto e la legge 194 non sono competenza regionale, e questo dovrebbe saperlo anche il signor Bagnasco, il suo intervento da questo punto di vista è abbastanza scontato. La 194 è una legge per non tornare alle mammane e ai cucchiai d’oro, una legge approvata dall’80% degli italiani che sono per la maggior parte credenti. Una legge che ha messo fine a una piaga drammatica, e quanto lo sia lo sanno soprattuto le donne. Se con meno ipocrisia si facesse più prevenzione, ci sarebbero ancora meno aborti. Nella legalità c’è rispetto per tutti. Ho trovato l’intervento fuori posto rispetto al dibattito politico-elettorale”.
Stefano Bernardi