Start 2: definito l’accordo fra Russia e Usa per la riduzione degli armamenti nucleari

Un’altro importante traguardo nella politica di Barack Obama è stato raggiunto: dopo la riforma della sanità che, sebbene non rispecchi esattamente l’idea iniziale del presidente, rappresenta, comunque, una svolta storica per il paese, oggi tocca all’ accordo fra Russia e Usa occupare le prime pagine dei giornali e segnare, così, un altro punto a favore per il giovane leader americano.

L’8 aprile a Praga, Barack Obama e Dmitri Medvedev firmeranno il nuovo Trattato Start per la riduzione degli armamenti nucleari. Dopo i conflitti fra le precedenti amministarzioni di queste due grandi nazioni, questo accordo segna l’inizio di un nuovo dialogo fra Russia e Usa.

Per Obama, che meno di un anno fa aveva prospettato nella capitale ceca, «un mondo senza atomiche», l’accordo per il nuovo Start è un «chiaro segnale verso la non proliferazione».

Il nuovo trattato prevede infatti una riduzione del del 30% degli armamenti nucleari, cioè, per l’ esattezza, il numero massimo di testate nucleari che i due Paesi potranno detenete sarà non superiore alle 1.550 ciascuno, mentre i vettori (missili intercontinentali a bordo di sottomarini e bombardieri) dispiegati e non vengono ridotti a 800 per ciascun paese.

Nonostante, però, i dipolomatici convenevoli scambiati fra Casa Bianca e Cremlino, a Mosca crea ancora problemi il piano di scudo antimissile che Obama, seppur in versione depotenziata rispetto all’ originale proposto da Bush, intende dispiegare anche in Europa dell’Est. La presidenza russa, comunque, insiste nel sostenere che il rinnovo dello Start2 crei «un legame vincolante tra armi strategiche offensive e armamenti difensivi». Il collegamento che, però, i russi hanno lasciato intendere fra i piani di riduzione delle testate nucleari e i progetti americani di difesa antimissile, non è stato gradito dagli americani che hanno precisato che il nuovo Trattato non implica alcuna limitazione dei progetti difensivi.

Il disaccordo su questo tema potrebbe dar il giusto pretesto ai repubblicani per bloccare la strategia estera di Obama, ma Hillary Clinton ha già escluso una tale possibilità in quanto l’accordo Start è di fondamentale interesse per l’America: «Le questioni di sicurezza nazionale hanno sempre fornito ampie maggioranze bipartisan – ha detto – non vedo perchè questa volta dovreb andare diversamente”.

In attesa, intanto, il mondo resta sintonizzato.

Florinda Gargiuoli