Svizzera-Libia: oggi a Tripoli per trovare l’accordo

Muammar Gheddafi

Josè Luis Rodriguez Zapatero, presidente della Spagna, ha oggi annunciato che manderà nella capitale libica Tripoli il ministro degli Esteri Miguel Angel Moratinos, frase redatta al vertice europeo di Bruxelles.

Zapatero è convinto che con l’arrivo del ministro degli Esteri si troverà un accordo per fermare le incomprensioni tra la Svizzera e la Libia, per il cittadino elvetico ancora bloccato in Libia. Nelle prossime ore è convinto che tornerà nella sua terra natia continua il presidente madrileno.

Oltre a questa vicenda, c’è n’è da aggiungere un’altra, più grave a causa del nome che si va a toccare, che ha scatenato questa lotta diplomatica tra i due stati. Nel 2008, i figlio di Muammar Gheddafi, presidente libico, Hannibal Gheddafi, è stato accusato da alcuni domestici svizzeri di maltrattamenti ed è stato processato dal Governo a Berna.

In seguito, come presa di posizione per le accuse mosse al figlio, il leader libico ha fermato lasciandoli agli arresti domiciliari, due uomini d’affari elvetici sempre nella capitale. Una ripicca bella e buona per far fronte al segno oltrepassato accusando il figlio di Gheddafi.

Di contro risposta, la Svizzera, non riuscendo a far rimpatriare i due uomini, dopo le molteplici trattative chiuse e interrotte, ha deciso di bloccare a diverse personalità di spicco della Libia, creando così una lista nera, l’ingresso nello Schengen, cioè nei 25 paesi denominati dall’Unione Europea in modo da rafforzare il rapporto tra i paesi della Comunione.

La lista nera, è giunto oggi un comunicato da Bernard Valero ministro degli Esteri francese, è stata di fatto cancellata, mossa che si spera possa convincere il sempre recidivo Gheddafi a rilasciare uomini in Libia e farli rimpatriare.

Inoltre, a febbraio, per controbattere la decisione di creare la lista nera, Muammar Gheddafi ha deciso di cancellare la possibilità di visti per i paesi facenti parte dello Schengen.

Ora si attende che la Libia risponda nuovamente a questa presa di posizione dell’Unione Europea, questa volta positiva nei confronti libici, in modo da non alterare ulteriormente i rapporti, rapporti che potrebbero danneggiare seriamente sia il paese nordafricano sia l’Unione Europea.

Di Andrea Bandolin