Usa – Russia: l’8 Aprile la firma dello Start 2

Il presidente Obama potrà godersi un meritato week-end di riposo visti i brillanti risultati di questa settimana. Dopo aver ottenuto la maggioranza necessaria per la storica riforma sanitaria, ieri la Casa Bianca ha annunciato di aver raggiunto l’accordo con la Russia per il ridimensionamento dei rispettivi arsenali nucleari.

Lo Start 2, che sostituirà con i dovuti aggiornamenti lo Start 1 scaduto lo scorso dicembre,  verrà firmato dal presidente russo Medvedev e da Obama l’8 Aprile prossimo a Praga. Si tratta del primo grande risultato ottenuto da Obama in politica estera. La firma dello Start 2, infatti, rappresenta la riapertura istituzionale di un dialogo che i due Paesi avevano accantonato durante i governi Bush e Putin.

Dal punto di vista tecnico, il trattato non rappresenta il grande sogno di Obama di vedere “un mondo senza armi atomiche”, ma il ridimensionamento degli arsenali (che comporterà un taglio del 30% sulle 2500 testate russe e vedrà attestarsi quelle americane sulle 1550) può essere visto come un passo in questa direzione. Lo Start 2 dal momento della firma sarà valido per 10 anni ma il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha lasciato intendere che contemporaneamente potranno essere presi in considerazione nuovi accordi tra Mosca e Washington.

L’unica divergenza tra i due Paesi riguarda il progetto di difesa antimissile che gli americani portano avanti in Europa centrale. La questione non ostacolerà la firma dello Start 2 ma il Cremlino vorrebbe avere più sicurezze a riguardo, mettendo sullo stesso piano disarmo nucleare e politiche di difesa. Gli Stati Uniti credono che si tratti di due argomenti distinti e si preparano ad accogliere i russi alla Conferenza internazionale sulla Sicurezza Nucleare il 12 e 13 aprile a Washington.

Lo Start 2, la Conferenza sul nucleare e poi a maggio il tentativo di rilanciare il Trattato di non-proliferazione. Il sogno di Obama è partito attraverso un buon esempio. Un esempio che difficilmente eviterà all’Iran di continuare la sua corsa al nucleare. Il Trattato di non-proliferazione  tenterà di dare seguito a quest’opera di ridimensionamento. Ovvio che il progetto, per andare in porto, dovrà essere condiviso.

Stefano Valigi