Vendola alla piazza di Bari: continuiamo il cambiamento

Per scandire le parole conclusive di questa faticosa campagna elettorale, il governatore uscente della Puglia, Nichi Vendola, ha scelto la piazza di Bari. Una piazza affollata da tanti pugliesi, ma anche da supporter e fedelissimi arrivati da Roma, Pisa e Milano. Nel corso del suo discorso, il candidato di Sel (Sinistra ecologica e libertà) non ha risparmiato stoccate al suo diretto avversario: Rocco Palese, definito il “Pico della Mirandola dell’economia“, ma soprattutto al premier Berlusconi.

“Ma perché ti fai crescere i capelli bianchi? Mi ha chiesto un giorno Berlusconi – ha raccontato Vendola al popolo radunato a Bari – non gli ho risposto perché ho rispetto delle persone anziane. E allora ho capito che la mia ambizione più grande è liberare Berlusconi dal berlusconismo” perché, ha notato il candidato presidente della Puglia “in Italia ci sono due anomalie: io e Berlusconi“.

Due anomalie figlie di profonde differenze: “In piazza – ha ricordato il leader di Sel – si misura la capacità di parlare al popolo e dopo la nave azzurra del 1994 accolta dai 100mila, Berlusconi è diventato un populista senza popolo, che ripete a memoria i bigliettini che gli ha passato Palese”.

Al centro del suo discorso, il candidato sostenuto dalla coalizione di centrosinistra ha posto i tanti problemi da risolvere nella Puglia da rilanciare: dal precariato alla giustizia, dalle tesse alla sanità. “Sotto il mio governo – ha detto Vendola alla piazza – i ticket farmaceutici vengono pagati dal 12% dei pugliesi, sotto il governo Fitto-Palese erano pagati dal 100%  dei pugliesi”. Ma nello speech conclusivo del candidato c’è anche spazio per gli “incidenti” giudiziari che hanno portato alla capitolazione della sua giunta. “È stato doloroso – ha ammesso Vendola – vivere il 2009, scoprire che la questione morale bussa alla porta di casa tua“.

“È stata un’ esperienza che mi ha segnato anche perché – ha precisato il governatore uscente della Puglia – qualcuno aveva pensato di lucrare e di trascinarmi nel fango. È stato doloroso, molto doloroso. Uno impara a stringere i denti e a ricordarsi i giorni del calore e dell’ affetto popolare. Per questo motivo questa campagna elettorale per me è importante”.

Nella chiusa si affida alla metafora da cinefilo: “Dobbiamo continuare il cambiamento – ha scandito Vendola – di non tornare indietro, di sapere che abbiamo fatto di questo film della Puglia migliore un primo tempo bello e che dobbiamo fare un secondo tempo meraviglioso per de-precarizzare la Puglia”.

Maria Saporito

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Siciliana di origine, romana d'azione, scrivo da anni occupandomi principalmente di politica e cronaca. Ho svolto attività di ufficio stampa per alcune compagnie teatrali e mi muovo con curiosità nel mondo della comunicazione. Insegnante precaria, sto frequentando un corso per insegnare italiano agli stranieri.