Alfano: ecco come riformeremo totalmente la Giustizia

Taormina, 28 marzo. Dal Forum di Taormina di Confagricoltura il ministro della Giustizia Angelino Alfano illustra il suo punto di vista sui problemi riguardanti la Giustizia in Italia, che in questi mesi hanno fatto parecchio parlare e scontrare le opposte forze politiche.

I temi “caldi” (per non dire bollenti) della relazione tenuta dal berlusconiano Ministro non hanno mancato di toccare la riforma del processo breve, le intercettazioni, la mafia ed i presunti o reali pacchi bomba, che a detta di Alfano “contribuiscono ad avvelenare il clima”.

Al centro della problematica sulla Giustizia, secondo il Ministro, c’è il fatto “che ci sono almeno undici milioni di cittadini che hanno fatto istanza di giustizia e che non hanno ancora avuto alcuna risposta. Bisogna rimettere al centro della Giustizia il cittadino”. Non è stato specificato se attraverso le parole di Alfano (visto che di questi tempi non si sa mai, almeno ad oggi) si intenda in questo caso parlare di un cittadino in particolare, o proprio “del cittadino” inteso come qualsiasi.

Bisognerebbe, dunque, puntare su quattro punti fondamentali: “Riformare il processo civile, mediare il processo civile verso la conciliazione, istituire la digitalizzazione e dare vita allo smaltimento dell’arretrato”. E il gioco è fatto.

“Non tutto e non sempre si deve risolvere in tribunale”, è poi la nuova tesi del Ministro, che andrebbe a rivoluzionare l’intero sistema giudiziario, come da lui stesso annunciato. “Conviene la mediazione e la conciliazione attraverso organismi che possono essere istituiti presso il consiglio dell’ordine degli avvocati, presso le Camere di Commercio e le associazioni”.

S. K.