CRI: guida alle realtà rom e sinti

E’ stato pubblicato il 23 marzo 2010, sul sito della Croce Rossa Italiana (interamente scaricabile) il documento che contiene le linee guida per l’accesso ai campi rom e sinti.

Curato da Marco Squicciarini, responsabile nazionale per le attività accoglienza e assistenza alle popolazioni rom ed ai soggetti senza fissa dimora, il testo “Linee guida di accesso nei campi rom e sinti“, vuole essere un vademecum per l’approccio da utilizzare nei confronti di queste comunità e della gestione dei campi nei quali vivono.

L’attività da farsi tra le popolazioni rom e sinti (etnia della popolazione romanì, altrimenti detta zingaro), è sostanzialmente “promozione alla salute, vaccinazioni, inserimento scolastico, assistenza sociale in genere e sviluppo di iniziative economico-produttive”, come specifica in una nota introduttiva sul sito Francesco Rocca Commissario straordinario Croce Rossa Italiana.

Per quanto riguarda i campi invece, spiega Rocca, l’azione è di “garanzia della sicurezza, lo sviluppo del territorio, l’igiene, l’inserimento sociale, il monitoraggio degli ingressi, le condizioni di soggiorno”.

Nella premessa al testo l’avvocato Rocca introduce il lavoro che la Croce Rossa Italiana svolge da 150 anni, nei confronti delle persone più vulnerabili “minori non accompagnati, persone anziane, malati, senza dimora, migranti, diversamente abili, tossicodipendenti, vittime di violenza o di guerra, ricevono un aiuto diretto, personale, disinteressato e gratuito, in strutture e servizi sociali o nel loro domicilio, in tempo di pace o di conflitto”.

Per questo la CRI ormai da qualche anno si sta occupando della situazione rom e sinti, popolazioni che nella sola Roma contano circa 7.000 unità.

“Si tratta per lo più – spiega Rocca – di cittadini Bosniaci, Serbi, Macedoni o Rumeni, che vivono in condizioni minime di sicurezza e di messa a norma degli impianti elettrici ed idraulici, nonché degli impianti fognari”.

Scorrendo i capitoli del testo curato da Squicciardini, si nota come non ci si soffermi solo su norme o regole, ma si affrontano temi come, la storia del passato rom, utile a comprenderne il presente, oppure viene dedicato un capitolo a le “aspettative e le regole dei rom” scritto direttamente Najo Adzoviç, portavoce del campo nomadi Casilino 900 in Roma.

Spiega infatti Squicciarini che per comprendere bisogna ascoltare e capire la realtà altrui, per questo, il testo è utile soprattutto ai non addetti ai lavori, cioè noi.

Giulia Di Trinca