Elezioni: aspiranti governatori al voto

Emma Bonino ha deciso di cedere alle lusinghe della scaramanzia: per raggiungere il seggio elettorale trasteverino nel quale ha votato stamattina ha infatti scelto di indossare il tailler rosa e la sciarpa gialla con cui è comparsa sui manifesti di tutta la Regione. Una “divisa” con la quale la candidata di centrosinistra spera di vincere i pronostici che la indicano alle spalle dell’avversaria Polverini. “Oggi continuerò a lavorare su Internet e Facebook  – ha confidato la ledaer radicale ai cronisti che l’attendevano all’entrata dell’ istituto “Virgilio” in via Giulia – e cercherò di capire come organizzare la giornata di domani. La notte è passata senza insonnia”.

Poche ore di sonno, invece, per l’altra aspirante governatrice del Lazio, Renata Polverini che, al suo arrivo stamattina al seggio allestito nella scuola elementare “Franchetti” in piazza Gian Lorenzo Bernini a Roma, ha detto: “Stamattina ho fatto confusione con l’ora legale e mi sono svegliata due ore prima“. L’ex sindacalista ha quindi imboccato il corridoio della scuola per raggiungere la cabina elttorale, anticipando l’operazione di voto con una battuta rivolta agli scrutatori: “Pensa se ora non c’è il mio nome” ha detto ridendo. “Sono molto emozionata” ha quindi aggiunto, allontanandosi dalla scuola dove ha votato.

Particolarmente mattiniero Roberto Formigoni che stamattina ha raggiunto il seggio della scuola elementare “Locatelli” di Milano alle ore 9.30. ”Non temo nessuno – ha risposto Formigoni ai giornalisti che lo interpellavano sui suoi “sentori” elettorali – mi auguro che ci sia una grande partecipazione al voto, perché più forte è la partecipazione, più forte è la democrazia e più forte sarà la Lombardia. C’e’ bisogno che la gente vada a votare ed esprima la loro idea di società in Lombardia che sono sicuro – ha detto il governatore – è simile alla mia”.

“Quindici anni fa – ha continuato Roberto Formigoni – la Lombardia era una regione sgangherata, quando incontrai il primo giorno i dipendenti mi caddero le braccia, abbiamo lavorato duramente, ora la Lombardia è una macchina che funziona: non è più una 500 sgangherata – ha concluso, ricorrendo alla metafora automobilistica – ma è una Ferrari“.

Più rilassato l’arrivo dell’altro candidato alla presidenza della Lombardia, Filippo Penati, giunto alle 11 al seggio alla scuola media “Dante Alighieri” di Sesto San Giovanni per votare. “Non ho avuto tentennamenti – ha scherzato all’uscita – E’ stato un voto convinto. Credo ci sia, specie al Nord, un clima nuovo di reazione civica, prima ancora che politica.  C’e’ bisogno di dare un voto per migliorare le cose in Lombardia, ma anche per difendere la Costituzione e per migliorare – ha concluso il candidato del centrosinistra – la qualità democratica”.

Maria Saporito