La scommessa di Murdoch: nell’era del tutto gratis il sito del Times diventa a pagamento

La notizia, c’è da riconoscerlo, non arriva del tutto inaspettata. Sono mesi, infatti, che il New York Times proclama l’intenzione di rendere a pagamento alcune sezioni del suo cliccatissimo sito, ma rinvio dopo rinvio l’operatività del progetto sembra non essere realisticamente possibile prima dell’avvento del nuovo anno. Così, dopo che già il Financial Times e il Wall Street Journal sono già passati a modelli parziali di contenuti rilasciati previa sottoscrizione di abbonamenti, toccherà al britannico The Times di Rupert Murdoch (edizione domenicale inclusa) lo scettro di capofila dei contenuti digitali generalisti a pagamento, con un’equiparazione di fatto del prodotto editoriale cartaceo al corrispettivo online. Nei prossimi mesi, inoltre, il gruppo del tycoon delle comunicazioni estenderà il progetto al Sun e al News of the World.

Un intreccio che non sarà solo metaforico, ma anche pratico: da giugno, data di avvio del progetto, l’esperimento del magnate australiano consentirà infatti agli abbonati al giornale tradizionale di poter usufruire senza costi aggiuntivi della versione web fino al termine dell’abbonamento, e agli utenti della Rete di accedere ai contenuti del sito al prezzo di una sterlina al giorno o, in alternativa, due sterline a settimana (rispettivamente 2 dollari/1.5 euro al giorno o 4 dollari/3 euro a settimana).

Quest’ultima soluzione, inoltre, apre le porte a contenuti extra (rispetto alla versione in stampa) che comprendono la possibilità di dialogare con gli autori degli articoli e con gli esperti del sito, visionare fotografie in alta definizione e infografiche, creare feed Rss personalizzati; il tutto con la possibilità di accedere alle edizioni giornaliere tramite telefoni, e-readers, tablets e tutti gli altri dispositivi mobili in circolazione.

Lanciato ufficialmente il guanto, quindi, la sfida di Murdoch all’era del tutto gratis è ufficialmente cominciata. Una sfida tutt’altro che facile, se si pensa ai non rari spazi web che offrono (concorrenzialmente ai fogli editi dalla News Corp.) i propri contenuti ancora in modo gratuito, e non intenzionati a modificare il profilo nel breve periodo. Un rischio certamente calcolato, quello di Murdoch, forte probabilmente anche di alcuni sondaggi che mostrano l’esistenza di un pubblico disposto a pagare per contenuti giornalistici di qualità (e disponibili in mobilità).

“Il nostro nuovo sito – ha commentato James Harding, editor del Times , riferendosi al restyling previsto per maggio e la separazione degli spazi web tra il Times stesso e la sua versione domenicale – avrà tutto il valore dell’edizione cartacea e tutta la versatilità del mezzo digitale”.

Andrea Gavioli