Regionali: Roma, il PdL vuole riammettere i voti nulli

Nemmeno il decreto interpretativo, frutto di una logica arrogante e anticostituzionale, scritto e approvato in poche ore scatenando la reazione indignata e istantanea di centinaia di migliaia di cittadini, era bastato al centrodestra per riuscire a riammettere nella provincia di Roma la lista del Popolo delle Libertà mai presentata.
Sembrava, con l’ennesima bocciatura del Tar e del Consiglio di Stato, che la vicenda potesse finalmente essere archiviata; gli strateghi del partito di Berlusconi, però, sono evidentemente poco propensi a darsi per vinti e hanno così escogitato un nuovo escamotage per ridurre al minimo le conseguenza della mancata presenza del simbolo del PdL sulle schede romane, dove la Polverini potrebbe perdere voti decisivi nel testa a testa con Emma Bonino.

A partire dalle 15 di domani, infatti, quando inizierà lo scrutinio delle schede, scenderanno i “gladiatori” del PdL, i rappresentanti di lista che tenteranno in ogni modo di eludere le norme elettorali per avvantaggiare la Polverini; dal quartier generale del partito è partito l’ordine di “far capire ai presidenti dei seggi che devono essere ritenute valide tutte quelle schede che riportino accanto alla scelta di una lista che appoggia la Polverini anche il nome di uno dei candidati della lista del Pdl esclusa“.
In pratica, secondo il PdL romano, dovrebbero essere ritenuti validi tutti i voti espressi attraverso la preferenza data, al fianco del simbolo di una delle liste che sostiene la Polverini, ad una persona che non è nemmeno candidata al posto di consigliere regionale.

Un insostenibile intepretazione della legge che ha messo in allarme la Prefettura di Roma, subito mobilitatasi per evitare il caos.
“La giurisprudenza prevalente del Consiglio di Stato – recita una circolare inviata ieri a firma del Prefetto – è ferma nel ritenere che è nullo il voto che contenga l’espressione di una preferenza per un nominativo che non corrisponde a quello di nessuno dei candidati, costituendo siffatta erronea indicazione un palese segno di riconoscimento del voto”.

In allarme anche il Partito Democratico, la Federazione della Sinistra e il Popolo Viola che, denunciando l’atteggiamento del PdL, hanno invitato tutti i proprio militanti a recarsi nei seggi dopo le 15 di domani per vigilare sul corretto svolgimento delle operazioni di scrutinio.