Architettura: a Sejma il Premio Pritzker

Ha un profondo significato l’assegnazione del Premio Pritzker, considerato come una sorta di Premio Nobel per l’ architettura. Il riconoscimento è andato infatti a Kazuyo Sejma, 53 anni, in rappresentanza dello studio Sanaa di Tokyo, sigla sotto la quale si cela anche il 44enne Rihi Nishizawa. Doppio riconoscimento per la Sejma, che avrà anche l’onore di ricoprire il ruolo di direttore della prossima Biennale di Architettura di Venezia.

Riconoscimento importante, si è detto, perchè va a premiare una delle cosiddette Archistar, le personalità più in vista della disciplina. Termine, sia ben chiaro, non sempre utilizzato in un’ accezione totalmente positiva, in quanto mette in luce una degenerazione del ruolo stimolata dal mercato dell’architettura e dalle logiche di comunicazione. Ma  proprio al superamento dell’ assodato concetto di “Star” delle realizzazioni targate Saana guarda la giuria del Pritzker, per inciso composta tra gli altri da Renzo Piano, Alejandro Aravena e Rolf Fehlbaum, nell’assegnare il premio. L’ aspetto premiato nelle architetture di Sejma e Nishizawa è infatti proprio la scelta di linee che, seppure concepite per un contesto di avanguardia e innovativo, decidono di colmare le distanze che il disegno dell’architettura degli ultimi anni aveva messo tra gli edifici e  l’individuo contemporaneo.

Tra le principali realizzazioni di Saana ricordiamo il New Museum of Contemporary Art di New York e un altro museo, il 21st Century Museum of Contemporary Art di Kanazawa, quest’ultimo premiato come opera più significativa della IX  Biennale di Architettura. E lo stesso rapporto armonico con l’ambiente circostante, unito alla semplicità lineare, è alla base del Serpentine Pavillion di Londra e del Christian Dior Building di Omotesando, altre opere di Sejma che è stato anche docente a Princeton e Losanna.

Alberto Martinelli