Cina: condannati dipendenti della Rio Tinto

La Rio Tinto Group, una società mineraria anglo-australiana, terza potenza mondiale nel settore, ha visto ieri dei suoi dipendenti essere processati e condannati dalla corte cinese.

La condanna che varia dai 7 a 14 anni a seconda del crimine commesso, è stata assegnata da un tribunale cinese dopo che quattro dipendenti di una filiale della stessa compagnia a Shangai, sono stati visti violare il segreto aziendale e passare tangenti nominando la società.

Nonostante i quattro, il direttore della filiale e tre altri dirigenti, abbiano commesso suddetti crimini, l’Australia sembra abbia storto il naso sulla pena attribuita, sostenendo fosse troppo dura. Da Camberra, capitale australiana, arrivano voci dal ministro degli Esteri Stephen Smith, secondo cui questa pena, nonostante la sua durezza, non destabilizza il rapporto tra le due Nazioni.

Stern Hu, cinese naturalizzato australiano e capo della filiale, vengono attribuiti 10 anni di carcere e 500mila yuan di multa (pari a quasi 73mila dollari) più la confisca di beni e azioni per la medesima cifra. Stern Hu, delegando il suo avvocato Teo Wuping, sostiene che ha accettato sì delle tangenti, ma l’importo era nettamente inferiore, infatti prima della condanna era stato redatto un documento che attestava la cifra di 6,46 milioni di yuan (quasi 950mila dollari)

L’ex-dirigente Wang Yong, addetto alle vendite del ferro in Cina, ha subito una condanna di 14 anni e 200mila yaun di multa più 5 milioni di yaun di confisca di beni. L’altro dirigente, Ge Minqiang, 8 anni e 300mila yuan di multa più 500mila yuan di azioni e beni. Mentre l’ultimo, Liu Caikui, 7 anni di carcere e 400mila yuan di multa, da aggiungere ai 300mila yuan di azioni.

E’ intervenuta la corte cinese dicendo che questa vicenda può seriamente danneggiare alla vista della gente e dei dirigenti mondiali, la posizione della Cina per la decisione sul prezzo del ferro, favorendo la risalita di altre Nazioni.

Sam Walsh, amministratore delegato della Rio Tinto Group, ha intanto ufficializzato il licenziamento dei quattro dirigenti, tacciandoli di comportamento deplorevole.

di Andrea Bandolin

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