Colombia, il presidente Uribe tende una mano alle FARC

Solo un giorno dopo la liberazione del soldato Josuè  Daniel Calvo, prigioniero delle FARC (Forza Armate Rivoluzionarie della Colombia) per oltre un anno- il presidente Alvaro Uribe tende una mano alla guerriglia terrorista. Uribe parla di un accordo umanitario che porti alla liberazione degli ostaggi ancora  prigionieri del gruppo armato in cambio dei guerriglieri detenuti nelle carceri, “sempre e quando questi non torniano a delinquere”.
 
Voglio porre l’attenzione dei miei compatriori su questa necessità- ha affermato Uribe in un comunicato- perchè l’accordo umanitario non è per rendere più forte il terrorismo, ma per liberare i colombiani dall’incubo delle azioni terroristiche”.
L’annuncio del presidente ha colto di sorpresa la comunità colombiana. Uribe si era sempre mostrato riluttante a trovare un accordo con le FARC, e si era sempre rifiutato di scambiare gli ostaggi in mano dei guerriglieri per uno dei cinquecento ribelli attualmente detenuti nelle carceri colombiane. Neanche la pressione internazionale per la liberazione dell’ex candidata presidenziale Ingrid Betancourt- riscattata dall’esercito colombiano nel 2008- aveva fatto cedere di un millimetro Uribe.
L’annuncio di Uribe arriva nel mezzo della campagna presidenziale per le prossime elezioni di maggio, alle quali l’attuale presidente non potrà partecipare. Il candidato del partito della U, Juan Manuel Santos -che è leader nei sondaggi- ha rifiutato qualsiasi compromesso con le FARC : “che ci sia liberazione unilaterale dei sequestrati, ma in nessun cambio uno scambio”.
È attesa intanto per domani la liberazione del caporale Pablo Emilio Moncayo, divenuto famoso perchè suo padre percorse durante tre anni l’intero paese incatenato per chiedere alle FARC che lo rilasciassero. La liberazione avverrà grazie all’opera di mediazione della senatrice Piedad Cordoba e del governo brasiliano.