Commissario CRI risponde alla lettera diffamatoria dell’Espresso

In una dichiarazione disponibile sul sito on line della CRI, il commissario della Croce Rossa italiana Francesco Rocca, risponde alle accuse contenute nell’articolo, pubblicato giovedì scorso, sul settimanale l’Espresso.

L’articolo dell‘Espresso firmato Fittipaldi e Soldano, che paragona l’associazione ad un ministero, parla di sprechi, debiti, troppe consulenze ed inoltre dell’affiancamento al commissario Rocca di un ex terrorista.

I due giornalisti del quotidiano fanno il nome di Paolo Pizzonia, ex membro dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari), che da qualche mese sarebbe al fianco di Rocca, come componente della sua segreteria. Inoltre scrivono di una CRI malata in balia delle classi politiche, che fanno il bello ed il cattivo tempo, con assunzioni di massa, in un’associazione, che per statuto dovrebbe essere indipendente e neutrale. Continuano Fittipaldi e Soldano scrivendo di bilanci non approvati dal 2005, e di euro che non esistono.

Il commissario straordinario Rocca affronta, punto per punto l’articolo e si difende parlando di un contenimento delle spese, ad esempio con la diminuzione del numero dei dirigenti in organico, parla di pieno rispetto di bilancio, quello del 2009, è secondo il commissario, in perfetto pareggio.

Inoltre parla di pulizia che sta avvenendo nei conti, circa “promozioni illegittime e stipendi irregolari”, e di una vera e propria calunnia, quando si afferma una certa dipendenza delle finanze della CRI, dall’intervento del ministero della difesa.

“Lottizzazione? – scrive il commissario nel comunicato in risposta all’Espresso – E’ vero, la politica ha fatto abuso di CRI in passato con assunzioni selvagge e senza concorso nel Corpo Militare, ma non questa amministrazione.”

Circa il componente del suo staff di segreteria, Rocca scrive: “Un ex terrorista dei Nar al mio fianco? Certo che sì, non è il primo caso, a destra come a sinistra. Paolo Pizzonia (dipendente pubblico assunto in altra amministrazione per concorso!) ha pagato il suo debito con la giustizia, non ha carichi pendenti ed ha la fedina penale pulita. Oggi è una persona completamente inserita nel tessuto sociale ed il suo è un contributo prezioso.”

Assicura Rocca che come lui, queste figure decadranno finito il commissariamento della Croce Rossa e conclude la lettera, ricordando i tanti successi del’associazione in campo umanitario, come l’Abruzzo ed Haiti, che gli sono valsi il plauso internazionale.

Il comunicato di Francesco Rocca e l’articolo di Fittipaldi e Soldano, possono essere letti rispettivamente, sul sito della CRI e sul sito on line del quotidiano l’Espresso.

Giulia Di Trinca