Palermo, la grinta di Miccoli: “Faremo di tutto per andare in Champions League”

Tre punti di vantaggio da gestire in sette gare. Sono questi i numeri del Palermo. Un’intera città sogna di centrare per la prima volta nella sua storia l’ingresso, seppur dai preliminari, in Champions League. Si comincia da sabato prossimo, quando i rosanero faranno visita al Catania di Mihajlovic, in un derby che si presenta già caldissimo.

Un derby è sempre un derby, è una partita che va valutata a parte, che non rientra nella logica delle cose” fa notare Miccoli. Il piccolo attaccante rosanero, protagonista di un’ottima stagione, sabato sera ha demolito il Bologna con una splendida tripletta: “Siamo un gruppo molto solido, che può superare ogni difficoltà. Sono molto contento per la tripletta al Bologna, anche se questa non è la vittoria di Miccoli, ma della squadra, del gruppo. Ero deluso per la panchina di Genova, ma ho tradotto la mia amarezza in gol. Meglio così, no?“.

Proprio la forza del gruppo sembra essere l’arma in più di questo Palermo. Miccoli ne è convinto: “Contro il Bologna abbiamo vinto nonostante l’assenza di alcuni giocatori molto importanti: la presenza di Calderoni e Celustka ha dimostrato che la nostra forza è nel gruppo e non nel singolo giocatore. Contro il Bologna abbiamo avuto un ottimo impatto con la partita, non abbiamo sottovalutato i nostri avversari ed alla fine abbiamo vinto meritatamente. Contro il Catania, però, sarà diverso. Mancano ancora 7 partite, noi proveremo fino alla fine ad andare in Champions“.

Marcello Lippi non sembra prenderlo in considerazione nella scelta dei 23 che porterà in Sudafrica per il Mondiale. Il commissario tecnico azzurro, infatti, pur avendo più volte sottolineato come debba ancora scegliere sei-sette giocatori da portare con sè per la spedizione mondiale, non ha mai convocato Miccoli, neanche per un’amichevole. L’attaccante salentino la mette sul ridere: “Se il ct non mi convoca per i Mondiali in Sudafrica? Il 5 giugno prossimo devo fare da testimone ad un caro amico che si sposa, ho già il mio da fare“. Ma il “Romario del Salento” una piccola speranza la nutre ancora.

Pier Francesco Caracciolo